Padova: Bitonci ignora festa islamica

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PADOVA – C’è un nuovo sceriffo in città, il tempo di Zanonato e del fido Rossi è definitivamente tramontato.

Così, alla festa di fine ramadan di residenti islamici, dove si mangiano animali sgozzati vivi, c’erano i soliti utili idioti: don Elia Ferro e don Giuliano Zatti della Diocesi di Padova, l’ispettore capo Filippo Bernhard in rappresentanza della Questura ma per la prima volta nella breve storia dei raduni islamici di fine ramadan in città, non c’erano rappresentanti del Comune. Volutamente.

Nessun membro dell’amministrazione comunale si è presentato alla festa musulmana. Un comportamento che è stato interpretato dai presenti come un nuovo ed evidente segnale di chiusura. Speriamo.

«Una posizione dettata dall’ignoranza», ha detto l’ex consigliere comunale Daniela Ruffini, presente come ogni anno e che ancora non si è resa conto che proprio queste marchette l’hanno rispedita a casa.

«Dimostrano di ignorare il significato della festa del Ramadan, per i musulmani la più importante festa religiosa, e soprattutto di non conoscere un pezzo di cittadini su cui governano». Ospiti, non cittadini. C’è una bella differenza.

Il portavoce della comunità marocchina, Youssef Hannou. «Noi abbiamo invitato tutti, le nostre porte sono sempre aperte». Comodo, quando si è in casa altrui.

Il vento è cambiato a Padova. Ed è normale, che chi finora profittava di un clima da novantagradismo esasperato, fatichi ad accettarlo.




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