Folla africana assale ospedale: “Ebola non esiste, è cannibalismo”

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OSPEDALI ASSALTATI, INFETTI IN FUGA E RITI PROPIZIATORI

Freetown – La polizia è ancora a guardia di un centro di trattamento di Ebola in Sierra Leone, il giorno dopo che a migliaia hanno marciato sulla clinica in seguito alle accuse di una ex infermieram secondo la quale “il virus è stato inventato per nascondere rituali cannibali”.

Il virus intanto si sta ancora diffondendo. Un uomo liberiano è morto in Nigeria, Lago.

La Sierra Leone ora ha il più alto numero di casi, 454, superando la confinante Guinea, dove l’epidemia ha avuto origine nel mese di febbraio.

Folle inferocite si sono riunite ieri, venerdì, fuori dell’ospedale principale del paese a Kenema nella zona est del paese africano, dove a decine stanno ricevendo un trattamento contro il virus, e minacciato di bruciare la struttura e ‘liberare’ i pazienti.

I residenti hanno detto che la polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla impazzita e un bambino di 9 anni è stato colpito alla gamba da un proiettile della polizia.
La protesta è stata innescata da un ex infermiere che ha detto alla folla in un vicino mercato del pesce che “Ebola era inesistente e un espediente volto a realizzare rituali cannibali”. Un po’ come Alfano, anche per lui le epidemie portate dai ‘migranti ‘non esistono’.

Molti operatori sanitari della clinica hanno abbandonato il lavoro.

Intanto, è stato rintracciato dopo la fuga un paziente infetto: si era rifugiato da un ‘guaritore’.

Gli operatori sanitari stanno ora allestendo un nuovo centro di trattamento nel villaggio di Lakka, a circa 20 km (12 miglia) a sud di Freetown, per prepararsi ai futuri casi di Ebola nei pressi della capitale.

Ci si attende una catastrofe dopo il primo caso registrato a Lagos, megalopoli della Nigeria.




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