Marino utilizza soldi dei cittadini per “osservare” immigrati che spacciano

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Roma – Dopo le vibranti proteste dei residenti contro il degrado che assedia Roma, legato spesso all’attività di spaccio posta in essere dagli immigrati, il sindaco Marino tenta di correre ai ripari.

Al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è riunito ieri in Prefettura, Marino ha dichiarato:  “Sul modello di Londra, anche se, evidentemente, in proporzione perché non abbiamo lo stesso livello di risorse, nelle prossime settimane inizieremo a installare telecamere al Pigneto e a San Lorenzo a spese del Comune. Abbiamo deciso che i tecnici della polizia locale e del Comune si riuniranno con i tecnici delle varie forze dell’ordine e della Prefettura per individuare esattamente quali siano le strade, le vie e le piazze principali in cui installare le telecamere. E’ un progetto che vogliamo portare a compimento nei prossimi trenta giorni. In questo modo, vogliamo aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro, anche attraverso la dissuasione che la ripresa delle immagini determinerà su chi spaccia e chi acquista.” 

Il quartiere Pigneto, in particolare, è tristemente noto per la presenza di centinaia di “migranti”, spesso clandestini, dediti allo spaccio. Recentemente anche l’ex parlamentare Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, è stato circondato e aggredito da decine di magrebini per aver osato denunciare la grave situazione di degrado in cui versa il quartiere.

Insomma, gli immigrati spacciano e Marino utilizza i soldi dei cittadini italiani onesti per “osservarli”. E gli immigrati cosa faranno secondo voi? Semplice: si sposteranno in strade prive di videosorveglianza, o magari faranno un saluto alle telecamere, viste le pene ridicole che ci sono oggi. Non sarebbe più intelligente chiedere allo Stato di rimpatriarli?

E lasciamo perdere Londra per cortesia. Le telecamere non hanno impedito lo sgozzamento di un soldato britannico  compiuto nel 2013 da immigrati nigeriani in mezzo alla folla o gli attentati islamici del 2005. Una comunità che ha bisogno di telecamere è malata.