Australia ammette: respingiamo barconi. Magistrati tentano di impedirlo

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Il ministro australiano dell’Immigrazione Scott Morrison ha ammesso che una barca con 41 clandestini a bordo è stata respinta e gli occupanti consegnati alla Marina dello Sri Lanka, mentre non commenta il destino di una seconda barca che trasportava circa 150 persone. Il respingimento dei sedicenti profughi è avvenuto direttamente in mare dopo aver analizzato le loro richieste di asilo.

Come spesso accade quando si compiono scelte democratiche a tutela della sicurezza dei cittadini, i magistrati hanno pensato bene di intervenire in difesa dei clandestini. Il tentativo del governo australiano di respingere anche gli altri 153 “richiedenti asilo” verso lo Sri Lanka è stato infatti bloccato dall’alta corte.

Il provvedimento  impedirà al governo australiano di restituire i 153 clandestini fino a martedì pomeriggio, quando la questione sarà affrontata in alta corte. Il Primo Ministro Tony Abbott ha promesso tuttavia il pugno di ferro contro i “rifugiati”. 

Respingimenti si sono verificati anche con barconi provenienti dall’Indonesia. E’ la prima volta, tuttavia, che il governo australiano conferma apertamente di aver intercettato, esaminato e respinto persone in mare. L’Australia dice che la sua politica in materia di asilo mira a salvare vite umane. Un po’ quello che dice Angelino. Con una piccola differenza sulla tecnica scelta: loro salvano vite cercando di fermare l’immigrazione clandestina, noi invece la incentiviamo attraverso l’operazione Mare Nostrum.  Due mondi opposti.

 

 




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