Lavoratore italiano rapito in Libia

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Un tecnico italiano che lavora in Libia è irreperibile da stamattina.

Libya International Channel ipotizza un rapimento. La Farnesina conferma che l’uomo è “irreperibile” da questa mattina e che è stata avvisata la famiglia e attivati tutti i canali.

Speriamo non gli stessi dei marò.

Libya International Channel riferisce che i tre  dipendenti della ditta di Modena «Piacentini Costruzioni» sono scomparsi a Zuwara, nell’ovest della Libia.

Secondo quanto riporta la stessa fonte si tratterebbe dell’italiano Marco Vallisa, del bosniaco Petar Matic e del macedone Emilio Gafuri. Fonti della Piacentini in Libia si limitano a confermare la scomparsa dei tre dipendenti.

L’avvenimento che speriamo si risolva presto e positivamente, consente di parlare ci un’altra cosa. Mentre a migliaia vanno in Libia per imbarcarsi verso l’Italia, ditte italiane vanno in Libia con i propri dipendenti.

Significa che questi clandestini potrebbero lavorare in Libia. E allora non vengono in Europa per lavorare, ma perché sanno di essere mantenuti senza fare nulla. Così assistiamo al paradosso di un italiano che va a fare il muratore in Libia, mentre migliaia di africani vengono in Italia sulle navi della nostra Marina. Bizzarro.

PS. Perché Piacentini Costruzioni assume due stranieri per ogni italiano? Gli italiani vogliono essere pagati?




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