Wall Street al massimo storico: bolla generata dalle banche centrali

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Gonfiato dall’ondata continua di denaro stampato dalla Fed, Wall Street sfonda i 17.000 punti: record di tutti i tempi. In una situazione che evidenzia la disconnessione sempre più ampia tra la realtà dell’economia reale americana – dove anche oggi, non ostante l’apparenza, i dati sul lavoro mostrano un mercato totalmente asfittico – si nota come le misure straordinarie delle banche centrali, lungi dal servire a pompare aria nel motore dell’economia, servono solo a gonfiare la bolla speculativa. Che poi scoppierà. Ancora.

E non è estraneo a questo fenomeno di ‘bolla speculativa’ generata dalle politiche lassiste delle banche centrali, anche i livelli assurdi a cui sono arrivate le valutazioni della cosiddetta ‘arte moderna’:

Il cosiddetto ‘quantitative easing’, in un’economia vittima dell’eccesso di produzione, non riesce a generare ripresa economica, ma finisce per generare invece una serie di bolle speculative: borsa, arte moderna, mercato immobiliare.

Se infatti analizziamo i dati di oggi sul mercato del lavoro Usa, notiamo che la diminuzione della disoccupazione gridata ai quattro venti dai media di disinformazione di massa è, in realtà, un miraggio.

Dipende solo dal numero di persone che hanno smesso di cercare lavoro, e sono quindi ‘statisticamente usciti’ dall’essere considerati disoccupati:

Infatti rimane ai minimi storici la partecipazioni alla forza lavoro degli americani in età lavorativa.




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