Brasile, un paese da infarto: centinaia di malori durante partita

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La fortunosa qualificazione del Brasile ai quarti ha evitato che il rischio infarti in tutto il paese aumentasse “dal 28 al 30%”. Parola del celebre cardiologo brasiliano Nabil Ghorayeb, secondo il quale è quanto accadde quattro anni fa, in occasione dell’eliminazione del Brasile a Sudafrica 2010 per mano – anzi, piedi – dell’Olanda.

“I dati sono chiari – ha spiegato -: nel giorno in cui il Brasile perse contro gli olandesi ci fu un aumento dal 28 al 30% di infarti rispetto agli altri giorni in cui si svolsero partite dei Mondiali. Quest’anno la percentuale di rischio è la stessa, se non di più per il fatto che giocare in casa aumenta la pressione non solo sulla squadra ma anche sui tifosi”. Per questo il dottor Ghorayeb ieri ha raccomandato ad alcuni suoi pazienti di non vedere la partita, “e lo stesso dirò per venerdì prossimo, quando giocheremo contro la Colombia”.

E di infatto è morto un tifoso della Selecao che stava assistendo alla partita in un bar della zona dello stadio ‘Minerao’. L’uomo, che aveva 69 anni ma di cui non sono state rese note le generalità, era arrivato da Rio de Janeiro in compagnia del figlio sperando di trovare, all’ultimo momento, due biglietti per poter assistere alla partita. Fatale, è stata la rete annullata a Hulk.

I servizi di assistenza sanitaria all’interno dello ‘Mineraò, dopo i rigori hanno soccorso quattro persone hanno avuto un principio di infarto e per questo hanno avuto bisogno di assistenza. Fra loro un uomo di 50 anni, improvvisamente caduto a terra mentre stava lasciando il suo posto dopo la conclusione della partita. Meno gravi altri casi, in tutto 137, di malori verificatisi tra il pubblico a causa dello stress provocato dalla partita. Sono stati invece 68, secondo le autorità locali, gli interventi per malori di persone avvenuti al di fuori dello stadio, ma comunque nelle sue vicinanze, prima dell’inizio dei rigori e subito dopo la conclusione della partita.

Un Paese da ‘infarto’.




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