Tassi negativi: ‘Banche faranno pagare clienti per tenere depositi’

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DOPO TASSI NEGATIVI BCE: LO DICONO DUE ECONOMISTI

Saranno i risparmiatori a pagare le banche, non più il contrario

Nella settimana in cui la Banca centrale europea ha tagliato i tassi di deposito presso i propri ‘caveau’ da zero a -0,1%, l’economista Martin Armstrong avverte che i tassi di interesse negativi arriveranno nelle banche commerciali, il che significa che i risparmiatori saranno costretti a pagare solo per tenere i loro soldi in banca. Il pensionato potrebbe trovarsi costretto a pagare per tenere il proprio libretto di risparmio, ad esempio. Interessi negativi.

In una mossa descritta come senza precedenti , la BCE è la prima banca centrale della storia a settare un tasso di deposito negativo, parte di un pacchetto di misure disperate volte a obbligare i cittadini a contrarre prestiti dalle banche, e queste a fornire prestiti e imprese e e famiglie. Un segno disperato della inconsistente ripresa economica dell’Europa, non ostante i tassi fossero già a livelli mai visti. E ignorante del fatto che molte imprese non prendono prestiti perché non c’è ‘domanda’, e quindi non c’è bisogno di investire.

I critici sostengono infatti che l’azione potrà fare ben poco per stimolare la crescita. E mentre le banche dell’UE non hanno indicato se i costi saranno trasferiti ai consumatori, sul New York Times, un altro economista, Neil Irwin afferma che questo è inevitabile.

“Le banche molto probabilmente passeranno questi tassi di interesse negativi sui consumatori, o almeno proveranno a farlo. Possono cercare di non fare pagare in modo esplicito un tasso di interesse negativo, ma lo faranno non pagando alcun interesse e caricando una nuova tassa per la tenuta del deposito”, scrive.

Ma i tassi negativi per i risparmiatori, potrebbero essere qualcosa di voluto dalla Bce: un modo di obbligare il cavallo a bere. I risparmiatori a consumare invece di risparmiare. Questo potrebbe però avere un effetto a cascata negativo sugli investimenti: la riduzione dei depositi potrebbe infatti impattare sui prestiti che le banche fanno alle imprese.

Difficile risolvere un problema strutturale di ‘domanda’, con artifici finanziari.




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