Massacro a Slovjansk: Russia evacua bambini, per Usa sono ‘azioni moderate’

Vox
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Nuova esplosioni poche ore fa all’aeroporto di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo riferiscono testimoni oculari.

I ribelli, citati da Interfax, affermano che una bambina è rimasta ferita nel distretto “Ottobre”, vicino allo scalo.

A Sloviansk, invece, “almeno una decina di elicotteri” hanno bombardato la città. Secondo fonti mediche “due persone sono morte, una di queste è una donna”.

Anche nella notte, l’artiglieria  di Kiev ha bombardato la  martoriata città di Sloviansk,  roccaforte filorussa nella regione di Donetsk. “Una vendetta per l’abbattimento dell’elicottero ucraino” accusano i ribelli.

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Secondo quanto riporta Ria Novosti il bombardamento avrebbe causato “vittime tra civili”. Morti che si aggiungerebbero a quelli già contati negli ultimi giorni, quasi 200 tra militari di Kiev, filorussi e cittadini.

Gli Usa difendono l’operato di Kiev definendolo questo massacro ‘moderato’, dopo le accuse di Mosca sulle evidenti violazioni della Convenzione di Ginevra.

È intanto cominciata l’evacuazione dei bambini dalle zone di conflitto verso la Crimea. Un gruppo di 175 è arrivato a Camp Artek, la struttura di Yalta dove 50 anni fa morì Palmiro Togliatti, da sempre struttura di accoglienza delle colonie estive per adolescenti e bambini. Anche la Russia, per bocca del responsabile dei diritti dell’infanzia, si è detta pronta ad accogliere bambini: nella sola Sloviansk ci sarebbero circa 20mila minori.

L’Ucraina sta esercitando moderazione nella sua operazione militare nell’est e i denunciati casi di abusi dei diritti umani – che Mosca bolla come crimini contro l’umanità, come l’uccisione indiscriminata di civili o gli spari contro ambulanze e medici – sono “solo incidenti“. A sostenerlo è la portavoce del dipartimento di Stato Americano Jen Psaki, rispondendo alle domande incalzanti di alcuni giornalisti nel corso di una conferenza stampa. Il testo è pubblicato sul sito del dipartimento di Stato americano. 

Negli scontri di lunedì morto Leonov – L’ex campione del mondo di kick-boxing, Nikolay Leonov, è stato ucciso negli scontri all’aeroporto di Donetsk del 26 maggio. Il corpo, scrive Ria Novosti, è stato identificato ieri e trasportato nella città natale di Dnepropetrovsk. Leonov aveva 31 anni, aveva vinto il titolo nel 2007 nel contest di Marina di Carrara. Allo scoppiare della crisi era entrato a far parte delle milizie filorusse.