Lega ‘interroga’ Governo: ‘Cosa intendete fare contro Ebola, TBC e Scabbia?’

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Interrogazione. Sanità, su clandestini provenienti dall’Africa ed epidemia di Ebola

Presentata dall’onorevole Marco Rondini (Lega nord)

Al ministro della Salute

Per sapere, premesso che:

dal mese di gennaio 2014 si sta manifestando in Guinea una seria epidemia di febbre ebola che ha già provocato numerose vittime tra anziani, adulti e bambini, oltre a centinaia di casi di contagio;
secondo ‘Medici senza frontiere’ si tratta di un’epidemia senza precedenti nell’Africa dell’ovest per il virus ebola, molto contagioso e spesso mortale; negli ultimi giorni l’allarme si è fatto sempre più preoccupante: l’associazione ha dichiarato che ‘In Africa si può parlare di epidemia’. ‘

Sembrava una malattia sconfitta negli anni ’90, ma solo nell’ultima settimana ha causato oltre cento morti nella regione centroafricana’. Secondo le autorità sanitarie si è davanti ad una ‘Rpidemia senza precedenti’, che dalla Guinea, dove dilaga, ha raggiunto il Mali e la Liberia e si teme possa continuare ad espandersi;

il virus, che ha sempre interessato la regione centrafricana, non si era mai spinto tanto a nord come in questi giorni;
diversi Paesi africani hanno deciso di rafforzare il controllo sanitario alle frontiere, in particolare all’aeroporto di Casablanca, in Marocco, principale piattaforma aeroportuale dell’Africa del Nord;

l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme per gli aeroporti di Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona. Sono questi, infatti, gli scali che collegano l’Europa alla Guinea;
con una circolare emanata il 4 aprile 2014 il ministero della Salute ‘Raccomanda di adottare ogni utile azione di vigilanza in riferimento ad arrivi indiretti’ dalla Guinea e altri Paesi confinanti dell’Africa, qualora si riscontrino sintomi riconducibili alla malattia;

benché nelle dichiarazioni ufficiali il ministero della Salute minimizzi il pericolo di diffusione e contagio della malattia, sono stati allertati il ministero della Difesa, le Regioni, l’Enac (Ente nazionale aviazione civile), la Croce rossa e l’Istituto nazionale per le malattie infettive. Ad ognuna di queste, il dicastero ha indirizzato precise direttive per agire in contrasto alla possibile epidemia;

sull’urgenza di predisporre misure di tutela sanitaria gli interroganti ravvedono una chiara connessione con l’arrivo, negli ultimi mesi, di ondate senza precedenti di migranti attraverso il Mediterraneo provenienti da tutto il continente africano, in coincidenza con l’avvio dell’operazione ‘Mare Nostrum’;

ogni giorno sbarcano sulle coste italiane migliaia di immigrati provenienti anche dalle zone dove si sta sviluppando l’epidemia; è sufficiente che un singolo individuo sia infetto, anche nella fase di incubazione, quando i sintomi non sono ancora evidenti, per contagiare decine di persone;

queste persone vengono ospitate dallo Stato in varie strutture su tutto il territorio nazionale, dove, qualora malati, potrebbero contagiare altre persone: i loro compagni ed il personale preposto al loro ricevimento;

consiglieri comunali e regionali di tutte le regioni italiane, compresi esponenti del Partito democratico, stanno tentando di sensibilizzare il Governo e, in particolare, il ministero della Salute in relazione alla forte presenza di immigrati clandestini, lamentando che, pur in presenza di un allarme conclamato e dichiarato, non siano state predisposte misure di prevenzione e sorveglianza adeguate sui migranti e richiedenti asilo alloggiati in tutto il Paese;

la mancanza di indicazioni ed informazioni chiare relativamente agli accertamenti sanitari sulle malattie infettive sta scatenando allarme sociale e paura diffusa circa la possibilità di contagi anche attraverso l’utilizzo di mezzi pubblici per gli spostamenti degli immigrati giunti attraverso il Mediterraneo; notizie di cronaca riportano, ad esempio, di richieste di annullamento di gite scolastiche da parte di genitori preoccupati per la salute dei propri bambini–:

se il ministro interrogato intenda adottare nuove e più stringenti misure sanitarie al fine di tutelare i cittadini e gli operatori che vengono a contatto con gli immigrati provenienti dal Mediterraneo, interrompendo lo smistamento senza controlli approfonditi degli stessi già presenti sul territorio, in coordinamento con il ministero dell’Interno al fine di predisporre un cordone sanitario per tutelare la popolazione anche rispetto agli sbarchi”




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