Vendola minaccia:”Subito Cittadinanza a immigrati o ci saranno sommosse”

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I fanatici dell’immigrazione non smettono mai di stupire. Vivono per compiacere i loro amati “migranti” e le altre minoranze, ignorano le esigenze e la volontà della maggioranza. E’ l’opposto della democrazia. Un nuovo esempio di questa tendenza autoritaria arriva da Perugia, città devastata dall’immigrazione selvaggia e trasformata nel giro di pochi anni in capitale europea dello spaccio, come testimoniato da numerose inchieste giornalistiche e giudiziarie.

Monia Ferranti e Francesco Francescaglia, candidati di ‘Sinistra ecologia libertà’ alle comunali di Perugia, si sono lasciati andare a dichiarazioni che suonano come una sorta di minaccia nei confronti degli italiani.

Da perugiatoday.it: “Perugia ha una delle percentuali più alte d’Italia di studenti nati in Italia figli di stranieri. Tra pochi anni questi ragazzi prenderanno coscienza di avere meno diritti e opportunità rispetto ai loro coetanei: ci sono tutte le condizioni per far esplodere la rabbia sociale come nelle banlieue parigine o nelle periferie di Stoccolma e Londra”. “Dopo 20 anni di idiozie razziste, le politiche repressive hanno ormai dimostrato di essere fallimentari: integrazione, coesione e intercultura sono le parole chiave per le politiche dell’immigrazione. In campagna elettorale parlano d’immigrazione solo gli xenofobi o quelli che si dilettano a rilanciare le proposte della destra, come sui Cie – affermano –. Serve un po’ più di coraggio. I grillini, per esempio, non dicono una parola sull’argomento: calcolo elettorale? Argomento troppo rischioso?”.  “Bisogna avere una visione del futuro per prevenire problemi e ingiustizie – concludono Ferranti e Francescaglia – se volete più sicurezza chiedete più integrazione, non più Cie. In attesa del riconoscimento dello jus soli e del diritto di voto per gli immigrati proponiamo il voto agli stranieri per i referendum consultivi comunali e l’elezione diretta della Consulta comunale per gli stranieri.”

Cittadinanza e diritto di voto agli immigrati subito, altrimenti i quartieri delle città verranno messi a ferro e fuoco.  Questa la sintesi del ragionamento. Quello che pensano gli italiani sull’argomento non conta.  A voi non sembra un’intimidazione? E’ la democrazia secondo Sel.

Qualcuno spieghi ai sacerdoti dell’immigrazione che l’integrazione, termine abusato, esiste solo nel loro culto autolesionista, salvo qualche caso isolato che si verifica quando c’è similitudine etnica, culturale e religiosa. I popoli sani non hanno bisogno di immigrati, né di integrarsi con loro.  Francia, Inghilterra e Svezia sono i Paesi che, nel corso dei decenni, hanno concesso maggiori diritti agli immigrati e ai loro figli, e questo non ha impedito le sommosse che loro prevedono, e forse auspicano, in Italia. Tra i rivoltosi c’erano tantissimi cittadini di quei Paesi. Quando non hai nulla in comune con il popolo che ti ospita, è naturale essere arrabbiati. Con o senza cittadinanza ti senti diverso, perchè sei diverso, e non sarà un documento a renderti uguale agli altri, l’identità dell’individuo è ben altra cosa. Ma per capirlo bisogna avere un minimo di conoscenza degli argomenti e dei fatti, evidentemente si preferiscono gli slogan da campagna elettorale.

Su una cosa hanno ragione. Serve un po’ più di coraggio. Il coraggio di fermare l’immigrazione, fenomeno negativo che sta avvelenando la vita dei popoli europei. Popoli ai quali non è mai stato chiesto un parere in tema di immigrazione e di integrazione con chi si presenta dentro casa senza essere mai stato invitato.

 

 




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