Errore svizzero: no schiacciante a salario minimo

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Gli elettori svizzeri hanno bocciato il salario minimo di 18 euro l’ora

Solo il 23% ha votato a favore contro il 77% di contrari. Con l’introduzione del salario minimo sarebbero stati garantiti 22 franchi (18 euro) all’ora,  a tutti i lavoratori,  uno stipendio minimo pari a 3.270 euro.
Da considerare che la Svizzera è uno dei paesi più cari al mondo, quindi, non è sensato, fare paragoni diretti con l’Italia, con un esempio rozzo: 3mila euro sono come 1.500, se l’affitto di costa 2mila euro invece di 500.
La diatriba sul salario minimo è essenziale nel comprendere la schizofrenia di molti che si dicono contro l’immigrazione, e non comprendono come, l’innalzamento del salario minimo, sarebbe una barriera proprio all’impiego di immigrati nel mercato del lavoro.
Anzi, molti giornalisti, non comprendendo nulla dei meccanismi economici, aveva definito l’impossibile vittoria del si, pericolosa, perché avrebbe attratto più immigrati. E’ demenziale.
Gli immigrati invadono il mercato del lavoro europeo, perché disposti a lavorare per salari da fame e in condizioni terribili, tanto vivono in dieci in una stanza. Cosa che gli autoctoni non possono fare.
L’introduzione di un salario minimo alto, non farebbe che eliminare questo ‘vantaggio’, togliendo agli imprenditori sfruttatori la motivazione ad assumere immigrati al posto di autoctoni.
Oppure, in alcuni settori, investire in tecnologia.
In sostanza, un ‘salario minimo alto’, funziona barriera, mimando la contrazione della forza lavoro.
Se il palazzinaro romano fosse costretto a dare una paga decente, non avrebbe più vantaggi dall’assumere un romeno. E i vari ‘imprenditori’ romeni, perderebbero il vantaggio rispetto alle aziende italiane, perché sarebbero obbligati per legge, a pagare i loro dipendenti, anche se questi sarebbero disposti a stipendi da fame.
Chi è contro l’immigrazione, non può al tempo stesso essere ‘liberista’, perché liberismo significa far dipendere tutto dall’incontro di domanda e offerta, cosa che potrebbe andare bene con le frontiere chiuse – in quel caso il salario minimo non servirebbe, si ‘creerebbe’ da sé in una contrattazione da pari a pari – perché con le frontiere spalancate, l’offerta di braccia è troppa, per consentire un sistema equilibrato.
Quindi,  un salario minimo alto è una possibile risposta per frenare l’immigrazione. Una risposta alla quale la ex sinistra non potrebbe dire di noi, anche se volesse.



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