Chi ha incontrato, al Senato, il ‘compagno G.’?

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“Sono uscito ora dal Senato”. L’intercettazione che terrorizza i renziani, che dopo l’affaire Genovese si trovano con la patata bollente dell’Expo.

E Greganti, il Senato, negli ultimi l’ha frequentato spesso, senza però essere registrato nei registri di Palazzo Madama.
Ma il 19 febbraio scorso, al telefono con Sergio Catozzo dell’Udc afferma: “Ho appena finito una riunione al Senato”.

Greganti, arrestato come parte della cupola degli appalti, è stato sospeso dal PD. Tanto, quello che doveva fare l’ha fatto. L’aveva già fatto durante Tangentopoli, ma il Pci-Pds-Ds-Pd lo aveva premiato per i suoi ‘silenzi’ davanti ai magistrati.

Ora, il compagno G. si difende: “Le frequentazioni e questi ipotetici accordi che la Procura gli contesta – sostengono i suoi legali – risalgono in effetti solo all’ultimo anno e mezzo. Frequentava questi imprenditori milanesi solo per portare avanti il proprio lavoro: una società di consulenza che si occupa di mediare lavori della filiera del legno”. Che secondo Greganti, era “il settore del futuro”. Poi i legali continuano: “Ci vorranno una decina di giorni prima che finisca di scrivere il memoriale, e poi decideremo cosa fare”.




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