Clandestino morto: Ministero smentisce casi, ma Procura apre inchiesta per sapere se era affetto da Ebola

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Il governo non ha fatto in tempo a diramare un comunicato di smentita, quando si apprende che la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta sulla morte del clandestino – ieri Alfano ha colpevolmente parlato di Gambia, invece secondo il comunicato della Procura sarebbe del Mali – sbarcato lo scorso 11 aprile a Pozzallo. Il clandestini era debolissimo e aveva la febbre alta. E’ stato cosi’ accompagnato in ospedale a Ragusa – senza alcuna prevenzione e mettendo a rischio gli altri pazienti – dove pero’ e’ morto qualche giorno dopo.

I magistrati di Ragusa stanno facendo degli accertamenti sulla morte del giovane e disposto l’autopsia sul ventenne. Gli inquirenti non sanno – si aspettano gli esami – al momento se il ragazzo morto fosse affetto da Ebola.

Questo comunicato della Procura mette in ridicolo quello del Ministero della Salute, secondo il quale: “Non ci sono casi di ebola in Sicilia”. Dello stesso tenore il direttore generale dell’Asp di Palermo, che ha competenza su Lampedusa, e tutto l’interesse a smentire, Antonio Candela:”Nessun allarme Ebola né a Lampedusa, né nell’Agrigentino. Dopo accurati controlli, escludiamo categoricamente che al momento siano stati riscontrati casi di Ebola”.

Fa ridere la frase ‘accurati controlli’, quando tutti sanno che Ebola ha una latenza che può arrivare fino a 21 giorni e 45-49 in alcuni casi, e i clandestini fuggono dopo poche ore.




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