‘In Sicilia si rischia epidemia di Ebola’: clamorosa denuncia di esponente PD

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Non è stato attivato nessun codice rosso per effettuare controlli adeguati; quel codice rosso che è stato già attivato dai principali aeroporti Europei, a differenza di quanto fatto in Italia e in Sicilia in particolare.

Considerato che il parlamento Italiano sembra temporeggiare nell’attuare adeguati provvedimenti in merito e che l’amministrazione Comunale sia più propensa all’accoglienza degli immigrati e non alla salvaguardia della salute dei cittadini”.
Il consigliere comunale di Messina Paolo David (Pd) lancia l’allarme Ebola e si scaglia contro il sindaco Renato Accorinti per la gestione dell’emergenza immigrati: “è stata segretata all’opinione pubblica un’importante comunicazione del Ministero della Salute datata 4 aprile 2014 – quella poi resa nota in anteprima da VOX. A Messina è incombente la diffusione del virus Ebola”.

“Mentre la Sicilia si trova al centro di una “invasione” di immigrati provenienti dal continente africano – si legge nel comunicato di David – nessun giornale, così come istituzioni e amministrazione locale, diffonde alcuna notizia riguardo il rischio concreto di una diffusione del mortale virus Ebola nella nostra già martoriata città”.

Secondo il consigliere comunale, a Messina non sono state poste in essere misure di sorveglianza cautelative e di prevenzione adeguate, in quanto “il sindaco si preoccupa solamente di dare accoglienza, anche se non adeguata, senza tener conto dei rischi che incombono nella città e per i cittadini”.

Paolo David rimprovera ad Accorinti ed alle autorità preposte di non aver attuato una profilassi adeguata per limitare i rischi di contagio dall’Ebola: “i cittadini in questo momento non vengono tutelati neppure sotto il profilo sanitario, solo per dar sfogo alla personale ma egoista “ideologia” di accoglienza scriteriata, degli immigrati nella nostra città”.

Dal consigliere del Pd arrivano anche critiche sulle modalità d’accoglienza degli immigrati: “è assurdo pensare di attivare un piano di accoglienza ammassando più di 500 immigrati nelle tendopoli del Pala Nebiolo, trasformandola in una improvvisata, ma non adeguata, struttura di accoglienza, sita in una zona residenziale, dove ci sono numerose scuole e quindi la presenza di numerosi ragazzi e bambini, una categoria da proteggere e tutelare e non da esporre a rischi”.

Nella sua nota, David, si chiede anche quali siano stati i mezzi e le tecniche utilizzate dal personale della Croce Rossa Italiana nel verificare e soprattutto nell’assicurarsi che nessuno dei 361 immigrati, ultimi sbarcati, sia portatore del virus Ebola, considerato che il tempo di incubazione del virus varia dai 2 ai 25 giorni circa. In realtà fino a 45 giorni, in alcuni casi.

“Non è stato attivato nessun codice rosso – continua David – per effettuare controlli adeguati; quel codice rosso che è stato già attivato dai principali aeroporti Europei, a differenza di quanto fatto in Italia e in Sicilia in particolare. Considerato che il parlamento Italiano sembra temporeggiare nell’attuare adeguati provvedimenti in merito e che l’amministrazione Comunale sia più propensa all’accoglienza degli immigrati e non alla salvaguardia della salute dei cittadini”.

Si scaglia anche contro il suo compagno di partito, il presidente della Regione, Rosario Crocetta: “ricordando che la Sicilia è una Regione a Statuto Speciale e che in questo momento è la regione Italiana maggiormente esposta per la sua posizione geografica che favorisce gli sbarchi di immigrati dal continente africano, inviterei il Presidente della Regione a dimostrarsi più sensibile a questa emergente problematica, attuando delle misure che limitano l’entrata e gli sbarchi degli immigrati in Sicilia, attivando una rigida sorveglianza ed un rigido controllo dal punto di vista sanitario, prima che sia troppo tardi e la Sicilia diventi un’isola infelice investita dalla presenza di questo letale virus Ebola. Quello che chiedo – conclude David – è di cercare di coniugare la difesa della vita umana con la tutela dei diritti del cittadino”.




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