Pisa: il mistero dei clandestini con “un po’ di febbre”

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MOLTI ARRIVANO DAL MALI, DOVE SONO STATI REGISTRATI DIVERSI CASI DI EBOLA

Sta accadendo qualcosa di strano a Pisa, a San Rossore. Da alcuni giorni, circa 40 clandestini recuperati in alto mare dai fanatici di Mare Nostrum e provenienti da Senegal, Mali e Ghana – tutte zone colpite da Ebola o in prossimità del focolaio – sono giunti a Pisa lo scorso venerdì, e sono off limits nella struttura di San Rossore.

Porte chiuse e impossibilità di contatto. Il tutto è misterioso. Si è venuti a conoscenza della questione perché ad alcuni esaltati dell’associazione Africa Insieme è stato negato l’accesso alla struttura.

A spiegare i motivi del “no” alla richiesta di accesso è stato l’assessore al sociale del Comune di Pisa Sandra Capuzzi. E non è una spiegazione tranquillizzante.

“Alla base – dice – la raccomandazione del medico che li ha visitati nelle prime ore e che ha raccomandato qualche giorno di tranquillità. Alcuni ‘profughi’ hanno sviluppato un ‘po’ di febbre’, altri congiuntivite. Aprire le porte ora significherebbe dare il via ad un via vai a cui non vorremmo sottoporli almeno per qualche giorno”. Un po’ di febbre. Il tipico sintomo iniziale di una malattia che non vogliamo nominare.

“Le pratiche sanitarie sono ancora in corso: esami del sangue e screening devono ancora essere completati. Contavamo di chiudere questa fase in 48 ore, ma le mancate indicazioni del Ministero rispetto alle strutture di appoggio ha rallentato i tempi”.

Gli unici ad aver ricevuto l’autorizzazione per entrare nella struttura sono, oltre alla cooperativa Paim a cui è stata affidata la gestione, la cooperativa Il Ponte, l’Arci e il Centro Nord Sud, “ovvero quei soggetti che insieme alla Società della Salute fanno parte del Progetto SPRAR, e che stanno prestando assistenza anche giuridica ai migranti verso la formulazione della domande di asilo, la dove è possibile”.

L’assessore Capuzzi quindi rassicura: appena la febbre sarà passata e i profughi avranno recuperato un po’ di tranquillità l’accesso alla struttura di San Rossore sarà possibile.
Una posizione ribadita anche dall’assessore all’integrazione della Provincia di Pisa Silvia Pagnin: “Sono in corso le riunioni organizzative per programmare le attività per i migranti ospiti a San Rossore. Una volta garantiti alcuni giorni di calma e tranquillità non credo ci sarà alcun problema ad aprire le porte ad Africa Insieme e ad altre associazioni.

Questi personaggi si preoccupano di fantomatiche associazioni e dei loro ‘ospiti’. Se ne fregano dell’emergenza sanitaria, pur sapendo che il Mali ha diagnosticato molti casi di Ebola e alcuni ancora in fase di indagine arrivano dal Senegal.




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