Immigrazione in Italia: numeri e conseguenze

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Immigrazione:corteo migranti a Lampedusa, scortati da agenti

Invasione di Lampedusa.

Prima di esaminare le conseguenze del fenomeno migratorio in Italia, è doveroso esporre un po’ di numeri: ogni giorno, secondo fonti Istat (http://www.italiaora.org/), sono circa 1000 gli immigrati che entrano in Italia. Detto questo, i conti sono facili a farsi: ogni anno ne entrano circa 365.000, e se la portata dei flussi migratori rimarrà costante, tra 10 anni saranno circa 3,65 milioni in più. Attualmente in Italia gli immigrati sono 5.729.000, cioè circa il 10% della popolazione residente. Facciamo un confronto: in Giappone, per esempio, su 127 milioni di abitanti, gli stranieri sono appena l’1,7%.

Dopo la breve quanto importante disamina della portata, passiamo agli effetti dell’immigrazione.

1)      L’effetto più evidente dell’invasione di massa di stranieri in una nazione è la disgregazione e la ghettizzazione della società; ogni individuo tende a vivere tra i suoi simili, formando nelle città dei veri e propri quartieri etnici: il quartiere cinese, il quartiere africano e così via. E chi è che mirerebbe a disgregare un popolo trasformandolo in un miscuglio multietnico? Chi lo governa, rendendolo così più controllabile. Un popolo unito e compatto fa paura ai governanti.

2)      Un altro effetto dell’immigrazione, anch’esso piuttosto evidente, è il sovrappopolamento del territorio. L’Italia, escludendo gli immigrati, sarebbe già un Paese sovrappopolato, con una densità di 200 ab./km². La popolazione italiana ha un tasso di crescita pressoché pari a zero, cioè ogni giorno i nuovi nati sono pari di numero ai morti. L’aumento dei residenti è rappresentato esclusivamente da stranieri: in poche parole, bloccando l’immigrazione la popolazione totale si stabilizzerebbe. Dal punto di vista ambientale, una grave conseguenza dell’aumento degli abitanti è la cementificazione del territorio, che toglie, in maniera inesorabile, terreno alle attività agricole.

3)      L’ennesimo effetto dell’immigrazione è l’aumento considerevole della criminalità. Non è una novità, ormai è sotto gli occhi di tutti. Premettiamo che non tutti gli immigrati sono criminali: ovviamente ci sono anche quelli con la fedina penale pulita, che lavorano e che pagano le tasse, ma anche in quel caso ci sarebbe da ridire, in quanto sottraggono lavoro agli autoctoni accontentandosi di paghe minori, ma quello è un altro discorso. La propensione degli immigrati al crimine è piuttosto evidente se esaminiamo la popolazione carceraria: circa il 40% dei detenuti nelle carceri italiane sono stranieri, a fronte di una popolazione residente del 10%. Se tutti avessero la stessa propensione al crimine, gli stranieri sarebbero il 10% dei detenuti, e gli italiani il 90%. Fonti: http://www.istat.it/it/archivio/77789

4)      Nei mesi scorsi, si è tanto discusso del sovraffollamento delle carceri, ma non della causa: la presenza di 23.000 immigrati. E’ facilissimo risolverlo: espulsione dal territorio nazionale di tutti i detenuti stranieri. Inoltre, si risparmierebbero anche milioni di euro che vengono spesi ogni giorno per mantenerli. Costo medio giornaliero per detenuto:  http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&contentId=SST171342

5)      La presenza degli immigrati, la cui quasi totalità si dichiarano privi di reddito, li rende avente diritto(?) di sussidi, assistenza sociale e case popolari. Per controllare la veridicità di ciò, è sufficiente visionare la lista d’attesa per le case popolari (costruite con le tasse degli italiani) di qualsiasi comune italiano: le prime posizioni saranno sicuramente una sfilza di Abdul, Mohamed e similari. Alla faccia degli italiani senza casa. http://www.ilgiornale.it/news/milano/record-delle-case-popolari-su-due-va-agli-stranieri-955180.html

6)      Gli immigrati ‘compromettono’ anche il mondo del lavoro: la loro presenza non fa altro che aumentare il lavoro nero e quello sottopagato. Vengono sfruttati come schiavi per paghe irrisorie, che un italiano non accetterebbe mai. Il solito xenofilo direbbe: ” ma gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Falso. Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma paghe che non possono accettare.

7)      La presenza degli immigrati, la cui stragrande maggioranza non si sognerebbe mai di pagare le tasse, pesa in maniera ragguardevole sul welfare statale: usufruiscono di sanità e scuola gratis. Quello che lo Stato spende per loro è enormemente di più di quello che gli ritorna sotto forma di tasse. http://www.ilgiornale.it/news/interni/basta-ipocrisie-immigrati-ormai-sono-lusso-956273.html

8)      Associato al fenomeno migratorio ci sono anche notevoli rischi sanitari: i migranti provengono da regioni del mondo in cui malattie infettive, come tubercolosi, scabbia e meningite, sono endemiche. A conferma di ciò, negli ultimi anni sono sempre più frequenti focolai di tubercolosi e meningite nelle scuole italiane e nei “luoghi di sbarco”. http://www.blitzquotidiano.it/salute/siracusa-torna-tubercolosi-rischio-epidemia-fatto-quotidiano-40-mila-positivi-test-1620598/

9)      Infine, una delle conseguenze più nefaste della presenza degli immigrati sono le rimesse, cioè i soldi spediti all’estero mediante i famosi money transfer, esentasse ovviamente. Si aggirano intorno ai 7 miliardi gli euro che ogni anno lasciano per sempre il circuito economico italiano, rendendolo sempre più povero. http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1113388/immigrati-6-8-miliardi-di-rimesse-all-estero.shtml

Chi governa il nostro Paese è ben a conoscenza di questi effetti, rendendoli complici, se non i responsabili di questa catastrofe socio-economica. Le contromisure da intraprendere dovrebbero essere: blocco dell’immigrazione e rimpatrio degli immigrati che commettono reati e/o non utili alla società.

Nel suo piccolo, ogni persona che vuole opporsi a questa follia masochista può farlo votando partiti che hanno nel programma lo stop all’immigrazione. Tra le armi a nostra disposizione c’è il voto: utilizziamolo bene.

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Fonte: Identità.com




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