Quote Nere: D’Alema vuole il ‘voto agli immigrati’ e dà numeri falsi

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Visto che nessuno li vota più, soprattutto lui, Massimo D’Alema, presidente di una fondazione che si è creato per raccogliere finanziamenti pubblici e privati e sentirsi ‘importante’ – dal nome demenziale Italianieuropei – ha presentato insieme ad un altro organismo xenofilo – Foundation for european progressive studies – il volume ”L’integrazione degli immigrati a partire dalle citta”’ edito dalle due fondazioni e curata da Giovanna Zincone e Irene Ponso.

”Noi abbiamo milioni e milioni di immigrati in Europa – ha detto D’Alema – che costituiscono una parte fondamentale della forza lavoro e che concorrono alla creazione di ricchezza nel nostro Paese, circa l’11-12% del Pil. E queste persone – ha osservato – non hanno diritti politici ed e’ una condizione alla lunga non sostenibile. Si deve riconoscere – ha proseguito D’Alema – la cittadinanza italiana a chi nasce qui e con maggiore rapidita’ deve consentire a chi vive, lavora e paga le tasse nel nostro Paese di diventare cittadino italiano e che sia riconosciuto anche prima il diritto di voto a livello locale”. ”Piu’ le comunita’ di immigrati – ha concluso D’Alema – si integrano e piu’ gli immigrati diventeranno cittadini modelli e anche eliminando quelle ragioni di timore e insicurezza che ancora ci sono in una parte dell’opinione pubblica”.

D’Alema è, come sempre, un personaggio dannoso e soprattutto incompetente. Infatti i suoi numeri sono totalmente sballati.

Diamo i numeri veri – disponibili anche per quei fannullosi a sbafo delle fondazioni citate. Sempre che D’Alema sappia leggere.

I lavoratori stranieri sono al 99% lavoratori a bassissimo reddito, utili solo agli amichetti di D’Alema – tipo Colaninno -, infatti – dati fondazione Moressa, nota per la sua xenofilia – generano un reddito molto basso: rappresentano l’8,3% dei contribuenti e appena il 5,4% dell’intera ricchezza prodotta. Ovvero quasi la metà rispetto alla loro presenza nel mercato del lavoro. Significa che il peso della loro presenza sul welfare è molto più alto – quasi il doppio – rispetto alle tasse che pagano. E qui escludiamo tutte le altre spese che causano.

Ci si chiede dove prenda i numeri D’Alema, è probabile se li inventi. Il nostro consiglio è che si dia al giardinaggio, magari non a spese nostre.




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