Lamezia: scontro sulle casette ai Rom

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“Il Consigliere della destra, Cristiano, o non capisce o fa finta di non capire – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Gianni Gallo. Provo a spiegare meglio la situazione: il consiglio comunale di domani è chiamato a deliberare i siti, tra quelli individuati dalla giunta, su cui sistemare i prefabbricati destinati alle famiglie Rom di Scordovillo. Questo nel rispetto dell’indicazione dello stesso Consiglio che ne prevedeva la localizzazione sull’intero territorio comunale e fare così un ulteriore significativo passo avanti in direzione dello sgombero del campo. I prefabbricati in questione sono acquistati in base al finanziamento di un progetto, presentato dal nostro Comune, con fondi ministeriali , finalizzati esclusivamente a questo scopo e non ad altro. Questi, e solo questi, sono i criteri a cui, per legge, l’Amministrazione e il Consiglio Comunale devono attenersi.

Realizzare questo progetto può rappresentare, dopo decenni un passaggio storico. Le attività sociali e di scolarizzazione condotte dal Comune nel campo di Scordovillo e con le famiglie Rom, tramite associazioni e cooperative, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti , anche nazionali, e sono state alla base del finanziamento ottenuto. Grazie a loro abbiamo ottenuto risultati molto positivi nell’integrazione scolastica e lavorativa oltre che in quella abitativa delle famiglie già sistemate fuori dal campo. Certamente c’è ancora molto lavoro da fare, ma questa Amministrazione ha trovato i finanziamenti e individuato le soluzioni possibili per risolvere una delle questioni sociali più gravi ed antiche della città”.

“Apprendiamo con favore che la 5 commissione urbanistica ha bocciato la proposta della Giunta Comunale, “le tre chiavi di Ciaiò”, il folle piano di varianti urbanistiche in aree standard, in lottizzazioni ancora “aperte” (fonte verbale commissione urbanistica del 18.03.2014)per assegnare alloggi ai rom riscontra il primo NO, vale la pena ricordare che le località dove il Sindaco e l’assessore Gallo voglio dislocare i rom e sono: località Ospedale (vicino Borgo san Pietro-via Marconi) Palazzo della Cultura(zona sede Multiservizi) via delle Ginestre (via del Progresso) Case sparse Talarico (Nicastro) Pian del Duca, località Pilli (Capizzaglie) via dei Sanniti (Capizzaglie) Fornagi; La Brace area sedime fabbricato demolito (Capizzaglie-Scinà) Lenza-Viscardi (Capizzaglie) – via degli Uliveti (Capizzaglie).

Rispondiamo anche alle farneticazioni dell’ assessore Giovanni Gallo, per intenderci una di quelle persone nominate dalla politica che si trova a svolgere il delicato ruolo di assessore ai servizi sociali, e visti i pessimi risultati amministrativi fin qui conseguiti, basti pensare che lo stesso ha avuto per diverso tempo la delega ai Rom, viene logico porsi una domanda, con quali meriti o competenze, questo signore svolge un ruolo cosi delicato all’interno del nostro comune?
Rimprovera al nostro Consigliere Cristiano di “non capire” o far finta, bè caro Gallo a noi sembra che qui se c’è qualcuno che elude le nostre domande quello sei proprio tu, per questo motivo ti rivolgiamo nuovamente le domande poste 3 giorni fa, a cui non hai mai risposto, le stesse domande fatte a te in Commissione servizi sociali, risposte che tu hai promesso di dare nel mese di Giugno, ma che hai prontamente schivato e ci viene un dubbio, ma lo conosci almeno, il numero famiglie dislocate a Scordo villo negli anni ’70? ma passiamo alle domande a) Dei 60 nuclei familiari originariamente a cui fu intestato 30 anni fa il container/abitazione, quanti oggi effettivamente risiedono ancora a Scordovillo?
 b)Se oggi a Scordovillo risiedono famiglie che non rientrano a pieno titolo di eredità tra le 60 famiglie, ma hanno scelto di andar a vivere spontaneamente lì, acquisendo nei fatti la cittadinanza lametina, perché dovrebbero beneficiare di alloggio comunale tramite il canale privilegiato dettato dalla necessità di uno sgombero?
 c) Perché questa condizione ha bloccato lo sgombero di Scordovillo? d) corrisponde al vero che alcune associazioni che lavorano a Scordovillo percepiscono 100.000,00 all’ anno dal nostro Comune, per attività culturali-assistenziali che la Procura della Repubblica due anni fa ha dichiarato fallimentari? e) l’assegnazione indiscriminata di alloggi, per molti cittadini lametini di non etnia rom, potrebbe essere intesa e racchiusa con questa frase “il giusto premio per chi non ha mai rispetto le basilari regole del vivere civile”?

A queste domande ne poniamo un’altra, visti i tuoi elogi alle attività culturali che la Procura ha dichiarato fallimentari, per quanto riguarda i servizi sociali affidati a Scordovillo, gli stessi sono stati affidati tramite apposito bando pubblico? Speriamo di sì, altrimenti ti preghiamo di consegnare tu stesso le carte alla procura della Repubblica. Parli dei fondi PON, ma caro Gallo non sono soldi dei contribuenti? Questo giustifica il fatto che devi assegnare le case ai rom senza sapere chi ne ha diritto o meno? Vuoi affidare le case ai rom giusto in quanto tali? Ribadiamo un concetto, la Giunta di centro sinistra(speriamo non i partiti) propone di assegnare alloggi popolari a tutti i cittadini di etnia rom che oggi vivono a Scordovillo, questo in modo assolutamente indiscriminato, noi invece affermiamo che le case vanno assegnate solo a chi ne ha affettivamente diritto, per il resto degli abitanti di Scordovillo (ovvero quelli che non hanno diritto) valgono le stesse regole usate per tutti i lametini di non etnia rom, ovvero adeguarsi alle norme e alle leggi del nostro Comune, il rischio eccessivo, di attuare una ingiustizia sociale nei confronti di chi Rom non è, sarebbe un qualcosa di socialmente devastante. Nei fatti oggi, una giovane coppia non di etnia rom, se contrae matrimonio e non ha casa di eredità, ha pochissime possibilità (pari allo zero) di avere assegnata un alloggio popolare, stessa cosa dicasi per chi è sfrattato, chi è disoccupato, per chi ha perso il lavoro, per gli anziani, mentre chi è di etnia Rom o dimostra di vivere a Scordovillo, anche se non appartiene a quegli “esclusivi” nuclei familiari che 30 anni fa per un evento tragico conquistarono il diritto alla casa, avrà una corsia preferenziale che li porterà ad avere una casa. Ci rivolgiamo a quanti quotidianamente ci inondano di lamentele su presunte distinzione a favore di lametini di etnia rom al cospetto di chi rom non è, invitiamo la cittadinanza tutta a presiedere il Consiglio Comunale di giovedi 20 marzo ore 17 per capire realmente quello che avviene nel palazzo, guardare in faccia le persone che eventualmente voteranno a favore dell’assegnazione di alloggi ai lametini di etnia Rom proprio nel mentre le famiglie tutte sono alle prese con la peggiore crisi del dopo guerra a oggi e non sanno come vivere. Voteremo NO, opponendoci, fino alla fine, dopo quello finanziario, non vogliamo il dissesto sociale”.

Movimento Territorio e Lavoro – L.D. Lamezia Terme.




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