La casetta, Renzi risponde: ma la toppa è peggiore del buco

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Costretto dalle polemiche, in serata, Renzie prova a tamponare lo scandalo ‘casetta’, ma la toppa è peggio del buco: “Nelle ultime ore il quotidiano Libero ha sollevato più polemiche su alcune vicende personali di Matteo Renzi e della sua famiglia. È forse utile al riguardo sottolineare alcuni punti”, recita la nota dell’ufficio stampa del presidente abusivodel Consiglio. “In questi anni Renzi ha vissuto a Pontassieve, come ben sanno tutti i giornalisti fiorentini che lo hanno seguito a lungo. La casa di via Alfani è stata per alcuni anni la casa di Marco Carrai, pagata dallo stesso Carrai. Non era, dunque, la casa di Renzi pagata da altri, ma la casa di Carrai pagata da Carrai. Renzi ha usufruito in alcune circostanze dell’ospitalità di Carrai, il cui contratto di affitto dell’appartamento è stato già reso pubblico”. A tutti i pendolari piacerebbe farsi ospitare 5 giorni su 7 a casa di un altro. C’è poi la casualità che questo ‘altro’, sia poi anche stato beneficato con una pioggia di incarichi proprio dal Comune di Firenze.

In sostanza ammettono. Dimissioni. Anche perché, il Renzie, a Firenze aveva la residenza. O forse, vorrebbe dirci che il suo Comune rilascia residenze fasulle?

Poi “rispetto alla assunzione di Renzi nella società Chil, avvenuta l’anno precedente a quello della sua elezione a presidente della provincia di Firenze, per l’ennesima volta va ricordato che l’assunzione fu la conseguenza di un cambio al vertice della azienda che produsse l’esito di un diverso inquadramento contrattuale. All’interno peraltro di una azienda in cui Renzi lavorava già da 9 anni. Nessuna assunzione fittizia last minute, dunque, ma un diverso inquadramento dopo nove anni di attività nell’azienda”.

Ma pensa. E noi continuiamo a pagargli i contributi come dirigente non ostante non abbia mai fatto nulla in vita sua, tranne sedersi su poltrone pubbliche.

Intanto, con colpevole ritardo, la procura di Firenze apre un fascicolo.




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