Vietato dare cibo gratis, se non sei la Caritas

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VALDOBBIADENE – Si entra e si beve, servendosi da soli perché manca l’oste, non si paga, ma si lascia, se si vuole, un’offerta perché la tradizione prosegua. E’ l’ “Osteria senza oste”, una stanza di 10 mq di un rustico disabitato sulle colline del Cartizze, che ora l’Ufficio delle Entrate di Montebelluna ha sanzionato con 62 mila euro.

In questo paesino trevigiano tra i vitigni, Cesare De Stefani, nome del padrone di casa, aveva deciso lasciare aperta ad amici e passanti la cucina del suo vecchio casale: «L’idea è nata nel 2005: lasciavo lì un paio di salami e tre bottiglie della mia azienda agricola. Sei bicchieri e un salvadanaio per le offerte che non erano e non sono tutt’oggi obbligatorie, ma consentono la sopravvivenza della prassi. Trovo cartoline di ringraziamento da tutto il mondo, ma non ho alcun utile».

Ma non è l’Arci e non è una Coop, quindi,  i controllori del fisco hanno preso a parametro gli incassi di un locale “simile” nel trevigiano – che in realtà non esiste – e hanno fatto il “conto” di quanto, secondo loro, si dovrebbe guadagnare.  Fantasia burocratica.

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“Azione aberrante” da parte del fisco, è il commento del presidente della Provincia Leonardo Muraro. E il presidente della Regione Luca Zaia ha commentato: «È il segno del disfacimento dell’Italia»

Ma Zaia parla parla e organizza referendum barzelletta invece di agire.

Intanto la Caritas distribuisce pacchi e pacchetti a clandestini a getto continuo. Ma non viene multata. Non ostante lo faccia con i soldi nostri, e in questo modo permetta la presenza di individui alla Kabobo in Italia.




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