Prima Rom lo manda in coma e su sedia a rotelle, poi arriva Equitalia

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La complicità tra Stato e invasori, a volte prende forme evidenti. Come nel caso di ‘Fabio’. La cui storia è pubblicata da lavocedeltrentino.it.

Unico titolare di una ditta artigiana che da lavoro a circa 20 operai. Una sera mentre torna dal lavoro è vittima di un pauroso incidente che lo costringe a combattere fra la vita e la morte per 3 anni. Rimane sulla sedia a rotelle con disabilità del cento per cento. A provocare l’incidente è un giovane nomade la cui macchina non è nemmeno assicurata, quindi per Fabio nessun risarcimento.

Già, perché ora viene il bello. Fabio dopo l’incidente rimane in coma per quasi 3 anni, durante i quali la sua ditta naturalmente va a rotoli. Ma non perché deve pagare i debiti con i fornitori che sono già saldati, ma per l’impossibilità di presentare e pagare le imposte e gli enti previdenziali.

Rimasto sulla sedia a rotelle e bisognoso di cure Fabio è ospitato a casa di parenti che amorevolmente lo aiutano, la sua pensione è di 600 euro, il minimo vitale.

Poi arriva Equitalia.

Una triste mattina di Autunno del 2013 squilla il telefono di casa dei parenti di Fabio, è il direttore della banca che con voce flebile ed imbarazzata comunica che il conto corrente dove arriva la mini pensione di 600 Euro, (diventata nel frattempo di 500 per il pignoramento del quinto) del malcapitato Fabio è stato pignorata.

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Il giorno prima era stata accreditata la pensione, equitalia ha aspettatto l’arrivo della somma sul conto corrente ed è intervenuta. L’avvoltoio ha portato a termine il suo inesorabile attacco.

Ma i parenti del povero Fabio non ci stanno e decidono di consultare un avvocato. Parte subito un ricorso presentato al giudice in tempo record, anche perché quella pignorata è l’unica fonte di reddito per Fabio. Il giudice decide per il «congelamento» della somma, finchè non sarà data sentenza. La somma pignorata quindi, insieme ai prossimi due accrediti mensili della pensione, non sarà nella disponibilità ne di Fabio ne di equitalia.

Lo stato italiano solo alcuni anni fa passare una legge che dice chiaramente che le pensioni non possono più essere ritirate come da tradizione agli sportelli delle poste ma devono essere accreditate sui conti correnti, questo Equitalia lo sapeva bene.

Probabilmente questa è una delle tante tristi storie di vessazione e abusi perpetrati da equitalia nei confronti di cittadini trentini. Siamo andati a guardare il sito di equitalia, e per ironia della sorte esiste un menù nominato «servizi», dove si riportano modi e metodi di riscossione dei debiti, già, per Equitalia questo è un servizio.

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