Torino: i Vigili Urbani messi ‘a servizio’ dei marocchini

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Una nuova ‘perla’ arriva dal Comune di Torino. Del resto quel simpatico bodybuilder di Fassino lo aveva anticipato – voglio una città sempre meno italiana, disse.

Così il Comune ha imposto alla Polizia Municipale la firma di quello che loro definiscono un ‘protocollo d’intesa interculturale’ con una serie di associazioni di immigrati marocchini, quali l’Associazione Amece (Association Maison d’enfant pour la culture e l’education) Mohamed Boussetta, presente anche l’autorità di uno Stato estero – il Console generale del Marocco a Torino Shaki Abdelaziz.

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In pratica, la Polizia municipale si mette al servizio dei marocchini. Gestirà le segnalazioni ricevute dall’associazione Amece, si farà carico dei casi di abbandono scolastico, curerà la mediazione dei conflitti tra i giovani immigrati, darà assistenza ed accompagnamento alle vittime di violenza domestica e si farà anche carico di assisterne ed accompagnarne gli autori.

“La firma del protocollo d’intesa multiculturale con la comunità marocchina – ha commentato la celeberrima assessora Giuliana Tedesco – consolida la tradizione di dialogo tra la Polizia Municipale e le comunità straniere”. A novanta gradi.

Dopo le casette popolari – pardon, ‘social housing’ – ai Rom, prosegue la discriminazione dell’amministrazione torinese contro gli italiani.




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