Bonus bebè: agli immigrati anche gli arretrati

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Essere italiani è discriminante. Aiutati gli italiani è discriminazione. Così il Comune leghista di Serina che, con una delibera ufficiale di Giunta, è costretto – ma non ha poi fatto tanta resistenza – ad impegnarsi, nei prossimi mesi, a pagare anche il bonus arretrato a due famiglie di immigrati. Arretrato!

Si conclude con una decisione ‘oltre i confini della realtò’, il caso del regolamento sul bonus bebè di Serina, sollevato la scorsa estate dalle due associazioni a difesa degli immigrati. Caso che, secondo l’Asgi, era ormai rimasto «l’ultimo in Italia, almeno così clamoroso». Dare i contributi agli italiani in Italia è ‘clamoroso’.

La norma approvata nel 2003 dal Consiglio comunale prevedeva che per accedere al contributo annuale di 500€, fosse necessaria la cittadinanza italiana di almeno uno dei due genitori. Razzismo!
Ma non temete, ‘arrivarono i nostri’, immediato ricorso di Asgi e cooperativa Ruah – tutte associazioni che fanno dell’immigrazione il loro core business – e il Comune, popolato da macchiette, aveva manifestato la volontà di modificare il regolamento.

«Lo cambieremo – disse il sindaco Giovanni Fattori – se effettivamente dovesse essere considerato discriminatorio, perché questa non era la nostra intenzione». A fine agosto il Consiglio ha modificato il regolamento, togliendo il vincolo della cittadinanza italiana. Aiutare gli italiani in Italia è reato?

Ricapitolando. In Italia, le amministrazioni sono ostaggio di magistrati con una chiara agenda politica, il cui unico scopo è lo smantellamento dello Stato nazionale attraverso tutta una serie di provvedimenti.
Se in Italia non si è liberi di privilegiare gli italiani rispetto agli stranieri, cosa differenzia l’uno dall’altro? E’ come se un giudice imponesse ad una madre di allattare anche il figlio di un’altra, altrimenti è ‘discriminazione’.




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