Ondata di ‘profughi’ pronta ad invadere il Veneto

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PREFETTURE VENETE A CACCIA DI POSTI PER I CLANDESTINI

VENETO — Sono già 1.050 i clandestini sbarcati a Lampedusa dall’inizio dell’anno e il ministero dell’Interno è a caccia di posti dove sistemarli a spese nostre. E ora tocca al nord. Veneto in particolare.

I centri d’accoglienza di sud e centro Italia sono stati già ‘sistemati’ con le migliaia di clandestini sbarcati nel 2013, stracolmi di mantenuti, così il 13 gennaio – come già da noi scritto – Alfano ha inviato alle prefetture una circolare per chiedere strutture, hotels e case sfitte nel quale sistemare i nuovi ‘ospiti.

Eccola: «Nel 2013 si sono registrati massicci sbarchi di cittadini stranieri sul territorio nazionale—scrivono i prefetti —. Per far fronte a tale emergenza, il Tavolo nazionale di coordinamento ha rappresentato la necessità di reperire ulteriori strutture di accoglienza per il triennio 2014/2016, che consentiranno l’ampliamento della capacità ricettiva a oltre 21 mila posti». Stanno ampliando i posti, già prenotano per il 2016.

Nella circolare ci sono anche i termini della famosa ‘paghetta’ al clandestino che loro chiamano profugo. In realtà, di questi, solo una minima parte risulterà tale, la stragrande maggioranza rimarrà in Italia à la Kabobo, ovvero facendo appello al rifiuto di asilo. Informa, Alfano, che, chi si prenderà in carico i clandestini, dovrà garantire all’ospite: “gestione amministrativa, mediazione linguistica, assistenza per la richiesta di asilo, fornitura di abbigliamento, biancheria, prodotti per l’igiene. Più 2,5 euro in contanti da dare quotidianamente a ogni ospite e 15 euro per la ricarica telefonica.” In totale 47,5 euro. Dobbiamo aggiornarci, eravamo fermi a 45€: adeguamento per l’inflazione.

In Veneto le prefetture, inutili entità statali e stipendifici hanno subito scritto a Comuni e Province ottenendo per ora due risposte. Il sì delle prefettura di Verona per 30 posti iniziali, incrementabili, e il «no» di diversi sindaci del Veneziano.

Stranamente timida e deludente la reazione leghista:«Noi abbiamo ancora in carico 50 libici, perciò per ora il capoluogo non ha più spazi fisici per ulteriori profughi, che dunque saranno indirizzati in provincia—precisa il sindaco di Verona, Flavio Tosi —. Però nessuna contrarietà ad aiutare persone bisognose, socialmente non pericolose e con il sostegno economico statale ». Infatti hanno la targhetta ‘DOC’ di persone non pericolose con la quale si può facilmente distinguere. Come Kabobo.
«Non si possono sempre scaricare le responsabilità sui Comuni— dice il governatore Luca Zaia — così non si aiuta chi soffre e si danneggiano ancora di più le amministrazioni locali».




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