Pd L’Aquila: “Terremoto ‘botta di culo’, siamo di Sinistra, magistratura non ci tocca”

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Per l’assessore Ermanno Lisi, Pd, il terremoto dell’Aquila è stato, parole sue, “un colpo di culo”.

Ecco la telefonata tra Lisi e Pio Ciccone, archetetto: “Ormai l’Aquila si è aperta, tu non te ne stai a rende conto, ma le possibilità saranno miliardarie”. “Io sto a cercà di prendere ste 160 case – continuava Lisi – se non lo pigli mo’ non lo pigli più, questo è l’ultimo passaggio di vita, dopo sta botta hai finito, o le pigli mo’…”. “O pigli mo’ o non gli pigli più”, risponde Ciccone. “Esatto”, continua Lisi, “abbiamo avuto il culo di…”. “Del terremoto!”, interviene Ciccone. E Lisi conferma: “Il culo che, in questo frangente, con tutte ste opere che ci stanno, tu ci stai pure in mezzo, allora farsela scappà mo’ è da fessi… è l’ultima battaglia della vita… o te fai gli soldi mo’…”. “O hai finito”, conclude Ciccone”. Poi l’architetto fa notare all’assessore il pericolo di azioni giudiziare e Lisi ribatte: “Tengo paura fino a un certo punto, lo sai perché? Perché sto con la sinistra e bene o male, penso che la magistratura c’ha grossi interessi a smuove”.

“Otto milioni di euro se sanno quante mazzette so’! Chi sa quanti lavori sta a fa! E chissà quante mazzette sta a piglià”. Pochi giorni dopo incontrava Nurzia, e gli diceva: “Io sto in quelle amicizie, ricordatelo!”. Il senso della frase lo spiega sempre a Ciccone: “Gli ho detto… in quella amicizia ci sto pure io! Io tengo all’amministrazione, mica cazzo tengo fuori, mica so’ stupido! Ma non gli posso di’ in maniera chiara… io so’ chiaro quando parlo! Se è vero che ha fatto otto milioni di euro come dice Bolino… porco… ti devi inginocchiare! E devi andà a piagne! Otto milioni di euro, tre milioni sono netti!”

La giunta Pd de L’Aquila è ancora al suo posto. E non si vedono carriole.




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