Perugia capitale della droga ‘grazie’ agli immigrati

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Il degrado attanaglia la città di Perugia, gli spacciatori maghrebini, africani e dell’Est presidiano ogni angolo, creano disordini, si contendono lo spaccio a colpi di pistola.
E la presenza di così tanti spacciatori low-cost permette una ‘capillare’ distribuzione della ‘roba’, inconcepibili prima dell’avvento dell’immigrazione di massa.

La droga uccide a Perugia, e ne fa la capitale dello spaccio: sono 21 i morti nel solo 2012, ultimo anno di rilevazione. A dirlo i dati resi noti durante la presentazione del Piano di azione nazionale antidroga che ha avuto luogo, oggi, 10 gennaio, alla facoltà di medicina e chirurgia.

Se si analizzano nel dettaglio i dati si scopre che a iniettarsi dosi letale sono per la maggior parte gli uomini con un tasso di mortalità, calcolato su 100.000 abitanti, pari al 7,3 per cento. In tutto 3.083 invece i tossicodipendenti in trattamento.

E mentre l’uso di cocaina – la droga dei ricchi – è in calo, 3,2 dosi al giorno nel 2012 contro 5,2 dosi nel 2011, aumenta l’uso dell’eroina 24 dosi al giorno contro le 16,7. La crisi è anche questo, i tossicodipendenti rimangono più o meno gli stessi, ma si spostano su ‘prodotti’ di sempre peggiore qualità.

I drogati sono positivi all’epatite B nel 20,9 per cento dei casi, all’epatite C nel 48,6 per cento. L’immigrazione è anche questo. Più spacciatori, prezzo più basso, maggiore diffusione. Più morti.




Un pensiero su “Perugia capitale della droga ‘grazie’ agli immigrati”

  1. Le leggi sono tarate in modo perfetto per ottenere il massimo della diffusione della droga al massimo del prezzo.
    Una repressione vera, come quella di Singapore, fa esplodere i prezzi azzerando la domanda, quindi il mercato della droga scompare. Al contrario la legalizzazione può traformarci in una società di drogati simile a quella descritta nel Mondo Nuovo di Huxley (cosa gradita ai mondialisti), ma cancella allo stesso tempo i profitti per la criminalità organizzata. La ‘soluzione’ quindi è quella che stiamo vivendo ora: droga ovunque ma anche un piccolo simulacro di repressione per tenere alti i prezzi.

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