California: l’invasione messicana favorisce la segregazione razziale

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WATSONVILLE – Città di 52.000 sulla pittoresca costa centrale della California, dove i messicani stanno per diventare il più grande gruppo etnico il prossimo anno. E Watsonville è solo una delle decine di città dove già oggi gli ‘ispanici’ oltrepassano i bianchi.

L’Immigrazione ha fatto di Watsonville un laboratorio dove si possono osservare i danni dell’immigrazione, in uno stato nel quale i bianchi diventeranno una minoranza nei prossimi mesi.
Come la maggior parte delle città della California, Watsonville è travolta dall’ondata di immigrati messicani.

“Per me, il centro di Watsonville è come essere in una cittadina messicana,” ha detto Oscar Rios, primo sindaco chicano di Watsonville. “Tutti parlano spagnolo. I ristoranti sono messicani. C’è una sensazione molto diversa rispetto a una tipica città americana.” Una ‘tipica’ città americana.

Oggi, l’82 per cento degli abitanti sono immigrati o discendenti di immigrati, soprattutto dal Messico, ma anche da altri paesi del centroamerica.

“Comunità dove vivono i messicani stanno diventando sempre più ‘messicane’ nel corso del tempo,” ha detto il sociologo della Brown University John Logan. “E come arrivano più messicani, ancora i quartieri si segregano sempre di più. Non hanno alcun motivo di integrarsi, anche perché è come se vivessero in Messico.”

Hans Johnson presso l’Istituto di politica pubblica della California ha detto che ci sono segni di una crescente segregazione razziale residenziale, i luoghi che sono altamente segregati finiscono per diventare economicamente depressi per generazioni di immigrati. Se importi poveri, la tua società diventa più povera.

Più immigrazione significa più segregazione. Significa una separazione totale della società tra una minoranza di ricchi e un’accozzaglia di poveri. Esattamente come sono strutturate le società latinoamericane.

Watsonville ha un tasso di disoccupazione di oltre il 23 per cento e tassi di povertà due volte quelli del resto della California. E’ come sarà l’America una volta che la ‘trasformazione’ sarà totale.

Nahara Villalobos, 17 anni, anche se è nata negli Stati Uniti, non sa bene l’inglese lo ha imparato solo a 9 anni.

Camminando nel centro città, quasi ogni segno stradale è in spagnolo, dal negozio di barbiere, “Cortes de Pelo,” a quello di abbigliamento: “Por favor, no pase con comida o bebida.”

Presso il Palazzo di giustizia all’angolo, interpreti sono al lavoro in tutte le quattro aule di tribunale, aiutando giudici e avvocati a comunicare con i clienti occupandosi di tutto dai divorzi alle accuse di omicidio. Babele.

Si dice che per distruggerti, gli Dei prima ti rendano pazzo. E’ quello che sta accadendo in California e in molti Stati al confine con il Messico. Quale pazzo infatti permetterebbe agli abitanti di uno stato confinante di emigrare in massa rendendo intere zone de facto messicane? Prima la chiamavano ‘colonizzazione’, oggi immigrazione.




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