Rom non gradiscono nuova sistemazione: “Non c’è privacy, ci accamperemo in Comune”

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MILANO – “Siamo stati accolti tutti in grandi stanzoni, dove non c’è privacy e le famiglie stanno tutte insieme. In più, da qualche giorno, la caldaia è rotta e non abbiamo l’acqua calda”. Sono le lamentele ddi centinaia di rom abusivi che, dopo essere stati sfollati da due grandi campi abusivi alla periferia Nord-Ovest della città, campi dove nascondevano refurtiva e creavano nubi tossiche con il trattamento del rame rubato, invece di essere rispediti in Romania, sono stati sistemati in strutture di prima accoglienza allestite dalla Protezione Civile. Tutto a spese nostre.

Ma a loro non vanno bene, non sono abbastanza accoglienti. Tra queste il campo di protezione civile di via Barzaghi – noto per ospitare bande di nomadi ladri che schiavizzano i bambini – dove qualche giorno fa ci sono già state violente proteste. “Stavamo meglio nelle nostre baracche da cui ci hanno fatto sgomberare”, dicono alcuni. “Nelle nostre baracche – spiega un altro – almeno vivevamo in pace senza problemi”. Infine minacciano: “Se la situazione non migliora, ci accamperemo sotto palazzo Marino”.

Con questi non serve la carota, ci vuole il bastone. Il bastone è espellerli, come prevede la legge.




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