Deputati abusivi in crisi di nervi: ‘Si minacciano da soli di morte’

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Uno dei 148 deputati abusivi, Roberto Giacchetti del Pd, scrive: “Caro Beppe Grillo, il 7 dicembre hai postato sul suo tuo blog la foto ‘segnaletica’ mia e di altri 8 colleghi indicati nella didascalia, insieme ad altri 141, come abusivi. Nel corpo del testo hai scritto una frase evidenziata in neretto che testualmente recita ‘devono essere fermati all’ingresso di Montecitorio’. Siamo praticamente al ‘caccia all’uomo day’. Un invito che ognuno dei tantissimi seguaci del tuo blog può declinare a suo piacere”.

“Nel giro di breve tempo, nel riuscito effetto di generare un chiaro clima di odio, qualcuno alle 14.32 Del medesimo giorno raffina la caccia all’uomo rendendola più esplicita: ‘dai, a questo punto la lista ce l’avete. Prendete un fucile ed andate ad ammazzarli uno ad uno a casa. Mi sembra il minimo. Ho letto e fotografato dal tuo blog questo invito ieri sera. Sono passati tre giorni e sta ancora lì, non hai avuto neanche la decenza di eliminarlo. E non mi si dica che non l’avevi visto”.

Abusivi e anche poco attenti. Perché si scopre che il commento ‘incriminato’ è stato inserito da “Nilo Pacenza, così si firma il commentatore, fondatore della pagina facebook del comitato per la candidatura di Renzi alle primarie ‘Adesso Carpi'”, replica Grillo, che poi attacca: “I pidimenoellini – prosegue il post, riferendosi agli esponenti del Partito democratico – si minacciano di morte sul Blog? O si tratta di schizzi di merda digitali lanciati per screditare ancora una volta il M5S e bollarlo come pericoloso e violento agli occhi dell’opinione pubblica?”. Se così fosse, dice in sostanza Grillo, sarebbe “un’operazione squallida degna dei peggiori regimi autoritari e infatti rilanciata da tutti i media di regime con Repubblica in testa”. Concludendo: “Giachetti è una persona che ha avuto almeno una buona idea proponendo la decadenza del Porcellum e il M5S ha votato la sua mozione contrariamente al suo partito, ma è abusivo e non deve più entrare in Parlamento. Lo sa anche lui. Darebbe un segnale forte a tutto il Paese se riprendesse a mangiare e si dimettesse subito”.

E lo stesso Piacenza precisa quello che solo Giachetti non aveva capito, ovvero che: “Il mio invito – chiarisce- era una provocazione in stile Beppe Grillo e voleva far luce sulla gravità del gesto fatto dal medesimo, che ha messo in pericolo (secondo me) i deputati da lui proscritti. Chiunque mi conosce sa bene quali sono le mie posizioni, e per chiarire l’equivoco sono pronto a dirlo anche a reti unificate”.

Se le dicono e se le fanno.




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