GB: condannati coniugi, obbligati ad ospitare ‘coppia’ gay

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Coniugi BullRovinati e condannati per il loro credo. Dopo tre gradi di giudizio, dovranno risarcire Mr. Preddy e Mr. Hall con 3600 sterline. La Corte Suprema non ha minimamente considerato il credo religioso dei coniugi Bull che, nel loro Bed&Breakfast, nella loro attività, non avevano concesso la camera matrimoniale ai due gay. Perché di una camera matrimoniale si sta parlando: i Bull non avevano rifiutato l’ospitalità, ma avevano loro offerto due stanze separate. I due però non avevano accettato, se n’erano andati sbattendo la porta e con la promessa di una denuncia.

La vicenda risale al 2008 ma, nel frattempo, la struttura ha dovuto chiudere per la cattiva pubblicità che ne è seguita. Le presenze nel B&B, infatti, erano calate vertiginosamente.

La signora Bull: “Io e mio marito siamo solo dei semplici cristiani che credono nell’importanza del matrimonio come unione di un uomo e una donna e questo convincimento non è basato sull’ostilità nei confronti di nessuno. La Gran Bretagna dovrebbe essere un paese di libertà e tolleranza, ma sembra che il credo religioso sia destinato a passare sempre in secondo piano di fronte all’esigenza del “politicamente corretto ad ogni costo”. C’eravamo appellati alla Corte Suprema proprio per avere un minimo di equilibrio fra orientamento sessuale e libertà religiosa, ma i giudici non solo hanno eluso il problema ma hanno anche rafforzato la convinzione che i diritti dei gay debbano trionfare sempre e comunque“.

Siamo dunque alle solite. Nello scontro di diritti, vince ad oltranza quello omosessuale.

I coniugi Bull, proprietari di un B&B in Cornovaglia sono stati riconosciuti colpevoli di discriminazione nei tre gradi di giudizio per aver negato una stanza matrimoniale ad una coppia gay.

Avevano rifiutato una stanza matrimoniale ad una coppia gay, nonostante avessero accettato la prenotazione nel loro B&B. Adesso, per volere della Corte Suprema inglese, Peter e Hazelmary Bull, proprietri del Chymorvah Hoteldi Marazion, in Cornovaglia, dovranno risarcire Mr. Preddy e il suo partner Mr.Hall, legati da un’unione civile, con 3600 sterline.

Il fatto risale al 2008 quando con una telefonata Preddy prenotò una stanza nell’hotel dei Bull. Quando però la coppia di uomini si presentò alla reception chiedendo la chiave della stanza matrimoniale precedentemente prenotata, si videro rifiutare l’alloggio. Motivo? Loro erano una coppia gay e le regole del B&B, imposte dal credo religioso dei proprietari, impedivano di concedere una stanza matrimoniale ad una coppia non sposata, gay o etero. Se avessero voluto,però, i due avrebbero potuto soggiornare lo stesso nell’hotel, ma in stanze separate.

 

Intervistata dal britannico Daily Mail, la signora Bull ha dichiarato: “Siamo profondamente delusi e amareggiati dalla sentenza perché io e mio marito siamo solo dei semplici cristiani che credono nell’importanza del matrimonio come unione di un uomo e una donna e questo convincimento non è basato sull’ostilità nei confronti di nessuno. La Gran Bretagna dovrebbe essere un paese di libertà e tolleranza, ma sembra che il credo religioso sia destinato a passare sempre in secondo piano di fronte all’esigenza del “politicamente corretto ad ogni costo” e c’eravamo appellati alla Corte Suprema proprio per avere un minimo di equilibrio fra orientamento sessuale e libertà religiosa, ma i giudici non solo hanno eluso il problema ma hanno anche rafforzato la convinzione che i diritti dei gay debbano trionfare sempre e comunque”.

“Non abbiamo rimpianti per quello che abbiamo fatto e non ci vergogneremo mai delle nostre convinzioni religiose”. Per quale motivo due uomini possano essere liberi di penetrarsi il deretano e qualcuno non deve invece essere libero di considerarlo un qualcosa che non vuole avvenga nella sua proprietà, è uno di quei fatti che dimostra come, lungi dall’essere nell’era delle ‘libertà’, siamo nell’era di un’altra dittatura. E’ solo cambiato il padrone.

Chi è perseguitato?

Non è lontano il giorno in cui si terranno lezioni correttive di omosessualità. Con l’obbligo settimanale di ‘concedere’ il di dietro.

In collaborazione con: nocristianofobia.org




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