“Molti Rom sono ladri”: magistrati a caccia di Borghezio

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Milano – Si, ok, gli zingari rapiscono i bambini nelle metropolitane, assediano le città con i loro campi nomadi abusivi, depredano appartamenti e molestano i passeggeri di treni, metro e bus: ma questi non sono problemi, per la magistratura italiana. Cresciuta a stipendi d’oro e demagogia da quattro soldi.

Il problema è chi denuncia questa realtà.

Le frasi ‘incriminate’ di Borghezio in un’intervista radiofonica: «Non tutti i rom sono ladri ma molti ladri sono rom (…) una bella percentuale».

Quando Boldrini organizzò una bella marchetta agli zingari a Montecitorio: «La giornata della demagogia e del fancazzismo, poi con contorno di festival dei ladri». E ancora: «Speriamo che non si portino via gli arredi alla Camera, perché lì è pieno di quadri di pregio, di soprammobili (…) io un esamino con l’elenco di tutto quello che c’era prima della visita e di quello che è rimasto dopo lo farei prudenzialmente, l’esperienza insegna».

La Procura – sempre la procura di Milano, quella che si rifiuta di perseguire i clandestini à la Kabobo – dopo gli esposti di varie associazioni xenofile finanziate con soldi pubblici , ha chiuso le indagini sul contenuto di quell’intervista radiofonica e il pm Piero Basilone ha intenzione di chiedere a breve il rinvio a giudizio di Borghezio,

Roba da Unione Sovietica. Roba da romanzo di Orwell. Dove la verità deve essere taciuta. Tutti noi sappiamo che gli zingari sono in un’ampia percentuale ladri: lo dimostrano le indagini di Polizia e le refurtive recuperate quotidianamente nei campi nomadi. Tutti noi sappiamo che sono una popolazione che non lavora e che vive – bene che vada – di elemosina molesta. Sappiamo anche, da inchieste, fatti di cronaca e serie ricerche, che rapiscono bambini. Ma tutto questo non ‘può essere detto’, perché è ‘rassismo’, e il Pm di turno, lautamente pagato dalle nostre tasse, è lì in agguato con la sua miseria intellettuale.

Il tutto accade grazie al fatto di avere armato una categoria intellettualmente impreparata e ideologicamente disonesta, di un’arma liberticida come la legge Mancino, che, interpretata in modo truffaldino, permette di perseguire – perseguitare è più consono – chiunque osi esprimere un giudizio su una qualsiasi popolazione. Perché è ‘discriminazione o odio etnico o razziale’. Una puttanata che vogliono replicare con la ‘omofobia’.

Chiudiamo con una felice battuta di Borghezio: «un saluto al popolo rom glielo mando con una certa tranquillità e con una certa preoccupazione perché non sono in casa».

Il leghista è anche indagato per violazione dell’articolo 3 della legge del ’75 che ratificò la convenzione di New York, per aver diffuso “idee fondate sull’odio razziale ed etnico, consistenti nel pregiudizio che gli appartenenti al popolo rom commettano furti e nemmeno si propongano di lavorare”. Lo stesso articolo incostituzionale che cozza con l’articolo 21 della nostra Costituzione: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La magistratura è da anni un organo anticostituzionale.

Le frasi di Borghezio sono condivise da chiunque abbia un minimo di cognizione della realtà, l’ipocrisia è la nuova religione del Sistema.




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