Scabbia nell’asilo dove non si lavavano i bicchieri

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MALO – Allarme scabbia anche all’asilo di Malo. Struttura ad alta presenza di risorse. Nei giorni scorsi un bambino italiano ha avuto un contatto diretto con l’integrazione, e ha contratto la malattia – molto contagiosa – alla scuola dell’infanzia “Rossato” di via Città della Speranza, dove sempre recentemente sono stati individuati diversi casi di pidocchi.

Ieri mattina il sindaco Antonio Antoniazzi non ne sapeva nulla. «Non sono al corrente della vicenda e sono io l’autorità per l’igiene e la pubblica sicurezza – si stupisce e si preoccupa – cercherò di mettermi in contatto con la scuola. I genitori, in ogni caso, stiano tranquilli: se si rivelerà esserci un problema grave, prenderemo immediatamente dei provvedimenti». Magari, prenderli prima, che i problemi diventino gravi.

In seguito alla segnalazione il servizio di igiene ha coinvolto i pediatri di Malo e paesi limitrofi per identificare ulteriori casi di possibile contagio. Nella scuola il livello di tensione tra i genitori è alto. La scabbia è trasmissibile al contatto con l’individuo colpito ma anche con oggetti precedentemente usati dall’individuo: ‘ideale’ per una scuola.

E ‘curiosando’ in rete, si scopre che nell’asilo in questione, solo dopo la protesta dei genitori, i bambini poterono utilizzare bicchieri puliti. Era insomma un qualcosa di ‘imprevisto’.

MALO. affidato l’incarico agli operatori di “Serenissima” per le scuole materne. Ma le mamme dell’asilo Rossato non sono ancora state avvisate Il dirigente: «Trovata la soluzione più logica legata a chi sta in cucina»

Malo. Verso la soluzione il caso dei bicchieri sporchi alle scuole dell’infanzia di Malo con l’incarico agli operatori del gruppo di ristorazione “Serenissima”. I genitori, ora, si aspettano di essere informati sull’andamento della situazione. Ieri, ha assicurato il dirigente scolastico Bruno Sandri, il personale della ditta ha lavato i bicchieri sia alla materna della frazione di Case sia alla “Rossato” di Malo. Tutti i 283 bambini avrebbero potuto bere durante la giornata senza usare le mani. Alla fine, è stata scelta la strada indicata dal preside per risolvere un problema che ha indignato i genitori e fatto discutere Amministrazione e dirigenza scolastica, creando un notevole disagio per i piccoli. I bimbi dai 3 ai 5 anni, infatti, dall’inizio dell’anno scolastico hanno avuto difficoltà nel bere al di fuori del pranzo perché nessuno si occupava di lavare i bicchieri riutilizzabili. Per l’assessore all’istruzione Paola Carraro il compito sarebbe spettato ai collaboratori scolastici perché, in base al contratto con la ditta di ristorazione, l’azienda non è tenuta ad occuparsene. Per il preside Sandri, invece, tocca proprio al personale che fornisce e distribuisce i pasti agli alunni poiché «neanche i collaboratori scolastici sono tenuti ad occuparsi dell’incombenza in base al contratto nazionale».

Chissà chi lavora in quelle ditte.




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