Prandelli getta la maschera: “Ius soli è il mio obiettivo”

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prandelli

Ora si capisce la presenza di Prandelli come commissario tecnico. E si comprendono fialmente le sue convocazioni esclusivamente ‘politiche’, ovvero dettate da ordini e motivazioni che con lo sport hanno a che vedere nulla.

“La cittadinanza sportiva è la strada, siamo in ritardo.Poche idee negli ultimi anni”. Meglio zero idee, che idee dannose alla Prandelli. Fateci caso, quando una persona è poco intelligente e deve esprimere un concetto demenziale, include sempre la frase ‘siamo indietro’ alternata a ‘siamo in ritardo’. Quando un treno è destinato a deragliare, essere in ritardo è ottimo. Il concetto di ‘andare avanti’ è relativo: andare avanti può significare regredire. E questo è il caso.

Il ct azzurro: “Lo ius soli è un obiettivo del Coni e di conseguenza è anche un nostro obiettivo”. In realtà quella sorta di ospizio popolato da ladroni persone competenti chiamato Coni, non dovrebbe avere questi obiettivi, dovrebbe limitarsi a gestire lo sport, se in grado di farlo.

La prossima volta che leggerete le convocazioni del commissario politico Prandelli, e ci troverete una riserva della Juve come il nigeriano Ogbonna, o quando, per l’ennesima volta schiererà titolare la riserva di Matri nel Milan, capirete perché. E’ lì, per un motivo.

E ceteris paribus, Cassano non è più stato convocato, non tanto per cattive prestazione – il ghanese è in una forma da mesi molto peggiore – quanto per le sue idee dissonanti da quelle del fanatico Prandelli sui gay.

Insomma, Prandelli è il solito milionario e un gran figlio di Kyenge. Ma la sua idea di trasformare le rappresentative nazionali in una sorta di multinazionali prive di qualsiasi legame con la nazione che dovrebbero rappresentare, oltre ad essere idealmente riprovevole, è anche destinato, se non abortisce, a rendere inutile la presenza stessa delle nazionali: a cosa servirebbero? Cosa le distinguerebbe dalle squadre di club? Ma non chiedete a gente come Prandelli un ragionamento logico: troppe pallonate in testa.




2 pensieri su “Prandelli getta la maschera: “Ius soli è il mio obiettivo””

  1. L’Estinzione Del Popolo Italiano.
    Per la prima volta nella nostra Storia abbiamo un ministro di colore, anche se è difficile immaginare un ministero dell’integrazione nel governo di qualche altro paese.
    Persino nel nostro ordinamento giudiziario e tra i nostri parlamentari abbiamo già alcuni soggetti di origini islamiche.
    Una volta avevamo le aziende manifatturiere che erano una grande risorsa per il Bel Paese, le quali, costrette a chiudere, i loro titolari e maestranze vivono ora di espedienti e, chi può, di lavoro nero.
    Abbiamo i venditori ambulanti che hanno sostituito in massa quegli ambulanti italiani che già lottavano per la sopravvivenza, i quali sono ora costretti a vivere di affari illeciti.
    Ci sono poi i commercianti, ristoratori ed altre professioni di qualsiasi altra provenienza, i quali, sostenuti solo da una Partita IVA intestata a prestanomi, vivono indisturbati a spese delle ultime risorse del paese.
    Un miscuglio di razze e culture che, come la Storia ci insegna, non accetteranno mai la nostra cultura, anche se nati in Italia e diamo loro la cittadinanza. La loro cultura, soprattutto quella islamica, e convinzioni spirituali resteranno sempre radicati nelle loro menti e tramandati ai discendenti, per cui saremo noi Italiani a doverci integrare.
    Come avviene nei loro paesi d’origine, ben presto, quegli Italiani sopravvissuti agli scippi, agli stupri ed agli omicidi per rapina, saranno costretti, pena la decapitazione, ad inginocchiarsi verso la Mecca e sbattere la testa per terra. Le nostre donne saranno costrette ad indossare il velo o il burca, pena la lapidazione e sulle nostre spiagge non vedremo più folle di bagnanti a prendere la tintarella, ma vedremo delle tonache gironzolare come degli zombi.
    Attenzione Italiani!!! Svegliatevi!!! Fermiamo questa invasione selvaggia voluta da falsi perbenisti prima che sia troppo tardi.
    – da CocoMind.com – La voce del dissenso

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