Fuga per due: la Fiat ‘scappa’ all’Est, la Cgil in Africa

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PODGORICA – Mentre la Cgil apre uffici di reclutamento in nordafrica – una marchetta ai grandi industriali in cerca di braccia low cost – la Fiat sposta zitta zitta la produzione all’Est, grazie alla scomparsa delle frontiere doganali. Scomparsa salutata con demenziale soddisfazione dai sindacalisti trasformatisi in imprenditori di se stessi.

Centomila 500L prodotte nello stabilimento Fiat di Kragujevac (Serbia centrale) sono transitate finora dal porto montenegrino di Bar, da dove a bordo di navi della compagnia italiana Grimaldi vengono esportate in molti Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti. I responsabili del porto di Bar, Petar Ivanovic e Slobo Pajovic, in una conferenza stampa hanno espresso grande soddisfazione per il ritorno positivo che tale attività comporta per il porto adriatico, auspicando una proroga del contratto con la Grimaldi.

Ogni settimana arrivano a Bar da Kragujevac 12-13 treni carichi di Fiat 500L, e sempre con cadenza settimanale partono due-tre navi cariche di auto. ”Tutto ciò – hanno sottolineato i responsabili del porto – ha consentito la creazione di una cinquantina di nuovi posti di lavoro, cosa questa molto importante in tempo di recessione”.

Questo significa sempre meno lavoro per le fabbriche italiane, per i porti italiani, per i trasportatori italiani. Ma alla Cgil questo non interessa, loro aprono uffici di collocamento in Africa.
Alla Cgil, dei lavoratori italiani, frega nulla.




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