La Cgil pensa ai lavoratori, africani: aprono uffici in Africa per ‘combattere disoccupazione’

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Per combattere la disoccupazione, cosa ha pensato di fare la Cgil ( ormai ex sindacato italiano, ammesso lo sia mai stato), attraverso il suo business nel campo dei patronati inca ( business che, tra l’altro, meriterebbe più di un approfondimento)?  

Ebbene, la risposta è: di andare in Africa!

Proprio così; e più precisamente, di andare in nordafrica ( Tunisia) e aprire  uno sportello di orientamento e di informazione per i lavoratori africani che vogliono venire in Italia a trovare un’occupazione.
Si comincia con i tunisini per poi estendere la presenza in altri paesi africani. Per favorire la loro occupazione in Italia. E metterli in diretta concorrenza con quelli che dovrebbero essere gli ‘azionisti’ della Cgil, i lavoratori italiani.

Questo descrive ( in un modo che diremmo decisivo) come la Cgil non sia un sindacato, ma un grumo di interessi economici e finanziari che si nasconde dietro un ideale che non esiste più. Se mai è esistito, visto che, comunque, mai hanno fatto gli interessi dei lavoratori, ma dell’oligarchia del Pci.

 




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