Immigrazione: ospedali si preparano all’impatto delle nuove malattie

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Chieti – Preparare gli operatori ad affrontare emergenze dovute all’arrivo di nuove patologie, con protocolli operativi ben codificati e un’ottimale comunicazione istituzionale e multidisciplinare tra veterinari, infettivologi, laboratoristi, virologi, epidemiologi, medici di comunità: è l’obiettivo del corso di formazione su “Malattie emergenti e riemergenti” concluso oggi nell’ospedale di Chieti. E’ così che ci si appresta ad affrontare l’impatto dell’immigrazione.

“Per la prima volta – spiega Di Paolo – i professionisti dei diversi settori si sono confrontati con un approccio transdisciplinare sul tema delle patologie emergenti riportando ciascuno le proprie esperienze di campo maturate prevalentemente sul territorio, in Italia, in Europa e, soprattutto, in Africa e Medio-Oriente”.

Il corso è stato tenuto da professionisti del Dipartimento di Prevenzione della Asl, della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo, della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Chieti, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, del Centro studi malattie esotiche (Cesme). Si definisce malattia emergente e ri-emergente una patologia che non era nota precedentemente; oppure era nota, ma ha subìto un aumento di incidenza; o ha diffusione su una diversa e più ampia base geografica rispetto al passato; o coinvolge nuovi ospiti o vettori.

Secondo il direttore dell’unità operativa: “assistiamo al costante ingresso sul territorio europeo di patologie nuove, dai nomi esotici quali West Nile Disease, Rift Valley Disease, Congo Crimean Haemorragic Fever, Dengue, Usutu, Chikungunya, tutte o quasi trasmesse da vettori. Oltre alle patologie riemergenti, prime tra tutte la tubercolosi e la malaria”.

In un’era di globalizzazione e movimenti frenetici di ‘migranti’, le malattie emergenti e ri-emergenti costituiscono una minaccia per le economie più avanzate, a causa dei movimenti internazionali di merci, animali vivi e persone e, con questi, di vettori e patogeni.

Come prevenire la diffusione di patologie emergenti? Intanto, bloccando l’arrivo di masse inutili di individui. E monitorando attentamente i flussi turistici e di merci da paesi a rischio.




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