Bari: italiano senza casa e lavoro vive sulla spiaggia, in una tenda

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VICINO C’E’ UN CENTRO PROFUGHI CON TUTTI I CONFORT – Dopo aver perso il lavoro (gestiva una piccola agenzia di recupero crediti) da due mesi Pino vive in una tenda sulla spiaggia barese di ‘Pane e pomodoro’ e ora chiede ”un reddito di cittadinanza”. La sua storia – secondo quanto reso noto da alcuni attivisti di Bari del Movimento Cinque stelle – è stata pubblicata sul blog di Beppe Grillo. ”Il diritto alla vita e alla dignità – scrive Pino in una lettera – non è un optional ma è l’unica condizione che fa di uno Stato un vero Stato.
Chiedo che mi siano concessi i diritti che fino ad oggi mi sono stati negati dal sindaco di Bari. Negati a me e a chi, come me, per un motivo o per l’altro ha perso tutto”. L’uomo aggiunge di aver “pagato le tasse, ma quando ho avuto bisogno lo Stato non c’era più. Al sindaco e alle istituzioni non chiedo più nulla, mi affido alla generosità dei cittadini. Mi trovo a Pane e pomodoro e cerco di far valere i miei diritti di cittadino italiano caduto in disgrazia e che se non aiutato va incontro alla morte! Ho necessità soltanto di ripartire, di avere un aiuto per riuscire a passare l’inverno, poi – conclude – con le mie mani ce la farò ad andare avanti e uscire da questo incubo”. Intanto a Bari, pochi chilometri più in là, i ‘profughi’ vivono in un centro con tutti i confort, e protestano, perché vogliono andare in hotel.

La situazione è tragica. Intanto i marinaretti della ex Marina Militare ci portano migliaia di clandestini che, a differenza di quest’uomo, riceveranno 45€ al giorno. E saranno ospitati in hotels.
Non che la soluzione sia il ‘reddito di cittadinanza’, utile solo a creare una sottoclasse parassitaria e clientelare: la soluzione è creare lavoro. Solo il lavoro dà dignità ad un uomo, non l’elemosina di Stato.

Ma oggi l’emergenza non è a Lampedusa, è a casa nostra. Sono gli italiani ad avere bisogno di una ‘operazione di salvataggio’.




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