L’Aquila: Comune toglierà case e 45mila euro ai terremotati per ospitare ‘profughi’

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“Un ruolo importante avranno l’assistenza sanitaria e psicologica, nonché il supporto volto a favorire pratiche di ricongiungimento familiare – ha spiegato – Inizialmente chiederemo di partecipare con l’attivazione di 15 posti, per un costo complessivo di 226mila 340 euro l’anno per tre annualità, che vanno dal 2014 al 2016, dei quali 45mila 400 annui a carico del Comune, a titolo di compartecipazione finanziaria dell’ente. Per poter realizzare gli obiettivi abbiamo stipulato accordi con una serie di realtà del territorio, quali, tra gli altri, la Asl e le farmacie, alcune scuole, la Caritas, la Scuola edile, il Centro per l’impiego, e poi associazioni ed enti culturali e sportive, librerie, scuole guida”.

Forse una visita psicologica non farebbe male nemmeno ai membri dell’amministrazione comunale de L’Aquila. Città con ancora un centro storico distrutto e in fase di lenta ricostruzione, e con persone in moduli abitativi provvisori. La follia si è impadronita dei politici italiani. Non c’è altra spiegazione.

Intanto, il sindaco Cialente e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano lanciano l’allarme perché “la legge di stabilità non ci risolve i grossi problemi di carenza di risorse per la ricostruzione. Non ci siamo proprio. Servono soldi nuovi, soldi freschi.”
Per farci cosa, per ospitare profughi?

Diteci voi se è normale, un Sindaco che importa degrado e spende i pochi soldi che ha non, per i suoi cittadini, ma per emeriti sconosciuti. Un padre che facesse lo stesso con la propria famiglia verrebbe internato.

Vi sembra ‘normale’ che una città terremotata, e con evidenti problemi di ricostruzione, chieda di ‘ospitare’ dei profughi che, ovviamente, andranno a diminuire la capacità di aiuto e la disponibilità di case per i terremotati aquilani?

Qui veramente siamo ‘oltre’ la differenza di opinione politica, qui siamo nel territorio della pura follia.




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