A Bologna centri di rieducazione: Hitler e Stalin approvano

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Che il clima per gli “eretici” ( tra licenziamenti e “visite notturne” ) si stia facendo sempre più opprimente, è cosa assodata.

Oggi, a segnare un’altra tappa nella corsa al “totalitarismo entropico”,arriva la notizia che in quel di Bologna si  darà vita a corsi di  rieducazione e riabilitazione per non meglio precisati “razzisti e immigrato-fobici” ( oltre che per altrettanto imprecisati “sessisti”, che a giudicare dalle posizioni del neo-femminismo coincideranno probabilmente con l’oscuro mondo degli “omofobi”).

A proporre tale corsi, l’associazione Annassim di Bologna, composta da donne italiane e “migranti”.

L’associazione ha già invitato una “lettera aperta a Calderoli e agli altri leghisti”, caldamente invitati a partecipare,  da far poi avere per conoscenza anche al duo Grillo-Casaleggio, al presidente della Repubblica, ai gruppi parlamentari, al sindaco di Lampedusa e, ovviamente  agli organi di stampa.

Nel volantino di presentazione si può leggere in apertura: ” Il razzismo è questione soltanto di stupidità e ignoranza. Non abbiamo parole per esprimere la gravità di determinate affermazioni, battute e pensieri…” Come osate voi pensare, o rassisti?

Non è dato sapere quali tecniche saranno adoperate per “curare i pazienti” , non andando il volantino oltre all’accennare che “si tratterà di un processo di educazione complessivo, mirato a recuperare il loro essere umani”.

Probabilmente bisognerà guardare per tre giorni  di fila le immagini del naufragio di Lampedusa, oppure rivedere migliaia di volte i goal dell”imbecille” ( cit.)

Preoccupati comunque della possibilità che dalla giunta del comune partano fondi pubblici per tali iniziativa, i leghisti di Bologna hanno deciso di rispondere a tono all'”invito” dell’Annassim . “A quanto pare il sodalizio di immigrate ha presentato domanda di contributo in comune per l’iniziativa  scaccia-leghisti- afferma in una nota il capogruppo del Carroccio a Palazzo D’Accursio, Manes Bernardini- attendiamo al varco il sindaco Virginio Merola: ci dica quali intenzioni ha. Se prova a mettere mano al portafoglio pubblico per dare anche solo un euro di contributo a questa roba siamo pronti alla guerra”.

Vedremo se saranno sborsati soldi pubblici per finanziare tali aberrazioni. Di certo, la nostra è già una democrazia “rieducatrice”, dal momento che coloro che governano se ne fregano delle posizioni del popolo ( specie se si dicono eredi dei grandi partiti di massa del ‘900); popolo che che ritengono intellettualmente inferiore, e meritevole dunque soltanto di essere guidato da chi è “illuminato” e in grado di comprendere il “bene comune”.
E’ anche vero però, che nonostante la “guida” continui, il popolo non smette di essere reticente; anzi, più i disegni dei governanti si formano, più il popolo sembra rifiutarli. E allora, di questo passo, è probabile che in futuro chi avrà il coraggio, la forza, la capacità di dire quello che tutti pensano, sarà obbligato a seguire corsi del genere. Sia chiaro, non per via delle sue opinioni, ma perché è un “malato” da aiutare.
Del resto, pochi mesi fa il presidente del Senato ebbe a definire i non meglio definiti “omofobi” , come matti…

Insomma, a Bologna aprono centri di rieducazione per rassisti; nel frattempo, Letta and co. prendono appunti.




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