Chioggia: case popolari a ‘migranti’, famiglia di italiani vive in auto con 13enne malato

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16/05/2011 Sottomarina - Giuseppe Casson nel suo comitato elettorale   © ErrebiCHIOGGIA – Mentre i clandestini vengono alloggiati negli hotels e si destinano milioni di euro – 1,5 miliardi per l’esattezza – al mantenimento degli zingari e dei loro camping, una di tante altre famiglie italiane dorme in auto dopo aver perso la casa.

La vicenda è raccontata da L.B., una ventiquattrenne che, assieme ai genitori e al fratello di 13 anni, da lunedì dorme in una Fiat Punto. «Mio padre ha perso il lavoro – spiega – era imprenditore edile, ma ha dovuto chiudere l’azienda qualche anno fa. Da allora ha inviato decine di curriculum per fare il manovale ma nessuno lo ha mai contattato. Io ho il diploma turistico – alberghiero ma sono riuscita a lavorare solo un mese questa estate. Purtroppo non c’è lavoro e non siamo riusciti più a pagare il mutuo. Per 15 anni lo abbiamo pagato regolarmente, fra pochi anni sarebbe stato estinto. Ora ci troviamo in mezzo a una strada e dobbiamo vivere in auto perché non sappiamo dove andare. L’ufficiale giudiziario mandato dalla banca ci ha mandato via in cinque minuti». Abbiamo cinque milioni di immigrati che impediscono ai giovani italiani di lavorare per mantenersi.

La famiglia vaga per Chioggia e Sottomarina e dorme ogni volta in un posto diverso. Il fratello ha la febbre ed è ammalato: «Ha la mononucleosi – spiega L.B. – in pronto soccorso ci hanno detto che è una malattia che si cura a casa con il riposo. Ma quale casa?». La famiglia ha chiesto un alloggio al Comune, ma la risposta è stata negativa: «Abbiamo parlato col sindaco – continua L.B. – ma ci ha detto che ci sono delle graduatorie da rispettare, che per noi non ci sono alloggi. Noi siamo disperati e non sappiamo più cosa fare. Facciamo un appello anche ai privati cittadini, se qualcuno almeno avesse una cantina o un garage da prestarci». Ci sono delle ‘graduatorie’ che vi mostreremo al più presto. Il problema di questa famiglia è quello di essere una famiglia di italiani.

Non serve guardare all’Africa, per trovare come ‘soddisfare’ il proprio egoistico desiderio di bontà. A volte, è sufficiente guardarsi intorno, nella strada sottocasa.

Tiriamo fuori un articolo di qualche mese fa, in cui, l’assessore del Comune in cui vive questa famiglia millantava, con l’aiuto del solito ‘giornalista’, non ci ‘fossero italiani disponibili per le case popolari’:

CHIOGGIA. C’è chi protesta perché non ha la casa popolare e c’è chi, quando gli viene assegnata, non la vuole. E così, dopo che una quindicina di italiani hanno detto no, succede che l’alloggio tocchi a una famiglia marocchina, residente a Chioggia da oltre dieci anni. E qualcuno, senza conoscere la realtà, se la prende con i “favoritismi” agli stranieri. Il problema della casa, a Chioggia, sfiora il dramma: oltre 330 richieste nella graduatoria del 2010, precedente alla crisi e prossima alla scadenza, una trentina le famiglie che hanno trovato collocazione e altri 11 alloggi che, burocrazia permettendo, potrebbero essere assegnati nel prossimo futuro. Bastano questi numeri a capire le dimensioni del problema. L’assegnazione, qualche giorno fa, di 14 alloggi a Cavanella d’Adige è stata, quindi, importante. Anche perché quegli alloggi, finiti e rifiniti, erano bloccati da due anni perché Comune e Ater non si capivano su chi dovesse pagare la vasca biologica condominiale. Alla fine l’ha fatta l’Ater, ma che fatica trovare gli inquilini. «Almeno quindici famiglie hanno rifiutato la casa» dice l’assessore Silvia Vianello «con la scusa che Cavanella è “fuori”. Io capisco l’attaccamento dei chioggiotti per la loro città, ma si tratta di belle case, ampie (minimo 50 mq) in una frazione ben servita. Perché rifiutarle?». Così l’amministrazione ha fatto scorrere la graduatoria fino a trovare chi accettava la nuova abitazione, marocchini compresi. E subito c’è stato chi ha avuto da ridire, in qualche blog cittadino, rivendicando la precedenza agli italiani. «Tutte le famiglie che hanno rifiutato erano italiane» puntualizza l’assessore «e gli assegnatari in questione hanno avuto l’alloggio sulla base di una norma voluta dalla Lega, nella precedente amministrazione, col requisito di dieci anni di residenza». Anche un inquilino di via Alga, dove un comitato di quartiere chiede l’allontanamento dei “cattivi soggetti”, è finito a Cavanella, per emergenza abitativa. «Era in affitto da un privato a carico del Comune, ora non più» dice l’assessore. Da notare che nessuna delle famiglie “beneficiate” in questa occasione fa parte di quelle che, qualche settimana fa, si erano accampate sotto il Comune, con figli e materassi al seguito, per chiedere una casa. «La prossima assegnazione, spero entro l’estate, toccherà a una di quelle famiglie» aggiunge Silvia Vianello «questo è l’ordine della graduatoria e noi lo dobbiamo rispettare».

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/08/01/news/case-popolari-a-cavanella-15-chioggiotti-dicono-no-1.5490393

Una famiglia c’era. Forse bastava cercarla fuori dalla cerchia degli amici del Pd.




Un pensiero su “Chioggia: case popolari a ‘migranti’, famiglia di italiani vive in auto con 13enne malato”

  1. sarà ora in difficoltà ma sono sperperoni e gli sta bene
    Quella gente tutto quello che guagnana lo sputtane tanto ho lavoro avanti …………. poi quando cambia il vento fano le vittime
    ai vent’anni va a fare delle pulizie sfaticataaaaa!!!!!!!!!!!!!!!! li trovi lavorio sottopagato come ho fatto io ma almeno mangi e non rompere
    Sono diplomata allora abita nel diplomaaaaaaaaaaa
    datevi da fare per lamiseria

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