La lista di proscrizione di giornali e partiti: “Non censurano abbastanza i reati dei Rom”

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I giornali e i media non censurano abbastanza. E’ questa la sintesi di un rapporto presentato dal solito gruppo di nullafacenti che va sotto la sigla di “Osservatorio 21 luglio” e realizzato con il monitoraggio in stile Stasi di circa 140 fonti selezionate tra i mezzi di informazione italiani. Nel mirino dei censori, dal primo settembre 2012 al 15 maggio 2013, parole chiave quali rom, zingari, nomadi, sinti e giostrai. Dei piccoli Beria in erba.

Scavando tra i dati raccolti dall’Osservatorio, si comprende meglio la geografia dell’antiziganismo: dei 370 casi di incitamento all’odio e alla discriminazione, 281 (il 75% del totale) sono opera di esponenti politici, 58 di privati cittadini e 20 di giornalisti.

E l’associazione stila una vera e propria lista di proscrizione dei quotidiani e dei media che osano non censurare i reati commessi dagli zingari.
La maglia nera va al Corriere della sera – inevitabile, visto che è il giornale più diffuso, che tra edizioni locali e nazionali non riesce a controllare e censurare tutte le notizie, e così raccoglie il numero più elevato di segnalazioni (12,9%), seguito da altri terribili quotidiani neo-nazisti come il Tirreno (11%), Messaggero (7,5%), Tempo (6%) e Repubblica (6%). Quasi sempre, precisa in modo disarmante il rapporto, “non si tratta di scorrettezze deliberate, ma di informazioni diffuse in modo acritico e tale da rafforzare stereotipi e pregiudizi“. In sostanza: non facendo attenzione come fanno di solito, pubblicano notizie reali che danneggiano chi commette reati.

Siamo a Orwell: non è chi commette reati a sbagliare, ma chi ne dà notizia. In questo caso perché non può farne a meno, sono talmente tante le notizie, che ‘ogni tanto’ sfuggono anche ai censori di Repubblica e del Corriere.

Non solo, all’indice finiscono anche i movimenti politici.Il 59% dei casi di incitamento all’odio riguarda esponenti di partiti di destra o centro-destra. Per 90 volte, i responsabili sono politici della Lega Nord, seguiti dal Popolo delle libertà (74), la Destra (30) e Forza Nuova (11), in coda, il Partito Democratico con 9 segnalazioni.

La conclusione del rapporto è qualcosa di profondamente divertente, quasi da mettere in scena durante una serata di comicità:
Il fenomeno assume oggi in Italia dimensioni preoccupanti. Ai rom si associano indistintamente e automaticamente degrado, incuria, malvivenza, pericolosità sociale”, dichiara l’ineffabile Carlo Stasolla, presidente dell’Osservatorio.
Infatti è vergognoso che si associno gli zingari al degrado, questi instancabili gestori di camping privati ordinati e pulitissimi. Tutti sanno, come già ci ha spiegato Kyenge, che non rubano, solo che si trovano le cose in tasca senza rendersi conto di come ci siano arrivate. Sono sfortunati, non ladri.

“E’ necessario contrastare questi stereotipi e pregiudizi, alimentati da esponenti politici che intendono parlare alla pancia del proprio elettorato”. Dai, che qualche magistrato compiacente lo trovate per chiudere giornali e arrestare politici. Guai, a parlare alla gente, e guai, soprattutto, a fare quello che la gente vuole.

Ricordiamo ‘sommessamente’, che quando su un forum chiamato Stormfront venne pubblicata una lista con ‘coloro che aiutano l’invasione’, venne ritenuta una sorta di schedatura, un ‘incitamento all’odio e a colpirne i presenti’.

La cosa incredibile, ma non inaspettata, è la reazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Uno si aspetterebbe una difesa strenua della libertà di informazione. Invece no, come un cagnolino richiamato all’ordine, Giovanni Rossi, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana dice: “L’emergenza non sono i rom ma le politiche europee. Per fortuna si moltiplicano gli appelli per la piena parità dei diritti”. Per fortuna, ormai, l’informazione è sfuggita dalle gabbie della FNSI. Oggi, con il web, la libertà vi seppellirà.




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