Ora al Governo c’è solo il Pd: B. fa dimettere suoi ministri

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La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto.

Per queste ragioni, l’ultimatum lanciato dal Premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile.

Pertanto ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani.

Così B. in un comunicato. In seguito la conferma che i ministri in quota Pdl si sono dimessi.
Il Governo delle tasse e degli sbarchi è caduto. Era ora. Non doveva nemmeno nascere. Ora inizierà la campagna acquisti del Colle per creare un governo di minoranza sotto l’egida Ue. Un governo delle svendite.

Ci sono già in fila degli ex-grillini folgorati sulla via del Potere e qualche transfuga piddiellino. Ma non basterà. Verrebbero travolti dall’odio popolare. Un governo Pd-Vendola-Monti-Transfughi avrebbe contro i due populismi di Pdl-Lega e Grillo, e una opposizione nel paese che conta, insieme, quasi il 70% dell’elettorato, troppo anche per il golpettaro al Quirinale.




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