Crocetta, il gay col vizietto delle nomine: 100 in un anno

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Conflitto di interessi per l'omosessuale Crocetta

Superate le 100 nomine in neanche un anno di governo. Ma dov’è il cambiamento promesso agli elettori?

Più di cento nomine in meno di un anno, fra “silurati” alle elezioni politiche o regionali piazzati in aziende, enti, o uffici della regione. Un’assemblea regionale bloccata dallo scontro fra i partiti, che ricorda i quattro e anni e mezzo del precedente governatore, Raffaele Lombardo. Benvenuti nel regno di Rosario Crocetta, governatore rivoluzionario della Regione siciliana, ormai ribattezzato governatore della “restaurazione”. Del resto, come afferma Erasmo Palazzotto, parlamentare siciliano di SeL che siede a Montecitorio, «se io dovessi commentare un anno o poco meno di governo Crocetta lo chiamerei il governo dei Gattopardi». Insomma, continua Palazzotto,  «mentre ogni giorno istituti di ricerca e associazioni di categoria comunicano nuovi allarmanti dati sulla situazione economica e sociale della Sicilia, il governo regionale sembra attento esclusivamente all’occupazione dei posti chiave del potere nell’Isola. Uno spettacolo indecente lontano anni luce dalle reali esigenze dei siciliani».

Tuttavia il valzer delle nomine inizia fin dai primi giorni di legislatura. Nomine che è possibile ritrovare nelle delibere della giunta regionale, che lasciano il segno e che investono in primo luogo l’ufficio di gabinetto del governatore. Nel giro di sei mesi Crocetta è riuscito a cambiare ben quattro capi di gabinetti. L’ultimo in ordine cronologico si chiama Gianni Silvia, un dirigente regionale che è stato anche capo di gabinetto del predecessore Raffaele Lombardo. Ciò significa che al compenso da dirigente regionale (60-70 mila euro annui) potrà sommare un compenso annuo di 60mila euro lordi. Per la segreteria tecnica il presidente della Regione punta sull’avvocato di Castelbuono Stefano Poliziotto, che i più non conosceranno, ma fu colui che curò il ricorso per il riconteggio dei voti grazie al quale Crocetta divenne sindaco di Gela.

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