Toscana: soldi a ‘profughi’, immigrati e zingari nulla per gli italiani

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Il Comune di Sesto Fiorentino, retto da PD+DL , dopo aver devoluto i famosi 700000 mila euro (dice dalla comunità europea, ma tutto da verificare) per la costruzione del nuovo campo Rom a 5 stelle, lascia i suoi cittadini rigorosamente italiani (quelli di altre etnie ovviamente sono tutelatissimi) nella disperazione più totale e senza nessun aiuto.

Scrive PianaNotizie il 10/8/2013

“SESTO FIORENTINO – Non c’è pace per i cantieri dell’area a sud di via Pasolini tormentati dai problemi della crisi che hanno coinvolto alcuni operatori che stavano realizzando nuovi insediamenti proprio in quella zona.
Oltre all’invenduto (ci chiediamo com’è che le cooperative di abitazione abbiano “invenduto” quando avrebbero dovuto avere i soci all’atto dell’inizio delle procedure) ci sono i problemi di quanti avevano partecipato ad iniziative edilizie come quelle della cooperativa Manta ormai entrata in una spirale tale che ricorda molto quello che accadde, oltre vent’anni fa, ai cittadini che parteciparono alle cooperativa Calvana di Carraia a Calenzano: la cooperativa fallisce e i soci devono ricomprare la casa (in gran parte già pagata) alle banche che vantano crediti. Speriamo che per Sesto non sia così ma, allo stato attuale, ci sono tutti i presupposti.
In mezzo a questa situazione, già preoccupante, si aggiunge anche la situazione del cantiere della società Margheri, cantiere chiuso da tempo sotto custodia giudiziaria (da tempo mèta di ladri che portano via dalla zona recintata tutto ciò che riescono a portare via).
Piananotizie ha ricevuto una segnalazione, da un lettore fiorentino che dice di essere rimasto coinvolto nelle vicende della Margheri. Ci chiede cosa stia facendo il Comune di Sesto Fiorentino per trovare una soluzione a questa vicenda.
“C’è qualche esponente della classe politica che ha preso a cuore la questione? Mi pare – si legge nella lettera – che le istituzioni siano latitanti su una macroscopica operazione di insediamento naufragata in modo evidente. Oltre al potenziale danno ambientale per Sesto, ci sono oltre quaranta famiglie gravemente danneggiate dalla gestione disinvolta degli uffici commerciali del Gruppo, che stipularono i preliminari di compravendita quando la situazione finanziaria della società era già critica, di fatto scommettendo sul suo risanamento mediante il denaro dei clienti, con una fidejussione rivelatasi non eseguibile a posteriori”.
Il “cliente” della Margheri spiega che il proprio legale (civilista) esclude qualsiasi azione penale nei confronti dell’azienda che è già stata indagata, dalla Procura fiorentina, per bancarotta fraudolenta.
Nella lettera ci si lamenta anche della poca attenzione che la stampa dedica a questa vicenda e chiede che l’amministrazione comunale assuma una posizione chiara su questa storia.

In cambio sono ben accetti soggetti come questi (fonte sempre PianaNotizie il 9/8/2013)

“SESTO FIORENTINO – E’ stato denunciato il giovane che si trovava alla guida dell’auto che, ieri sera, non si è fermato all’alt di una pattuglia di poliziotti del commissariato di Sesto. Il giovane, un marocchino 25enne, non si era fermato al posto di blocco in via Pasolini perché era sprovvisto di patente di guida e l’auto, una Megane, non aveva la copertura assicurativa. Il giovane è fuggito in direzione Prato inseguito dai poliziotti che lo hanno raggiunto all’altezza del circolo dell’Auser. Una volta abbandonata l’auto il giovane è stato fermato dopo un colpo sparato in aria a scopo intimidatorio. Una volta fermato è stato portato al commissariato di via Gramsci dove è stata chiarita la sua posizione. Sul luogo dove si è fermata l’auto gli agenti del commissariato hanno battuto l’intera zona alla ricerca di qualcosa che il giovane avrebbe potuto disfarsi fuggendo, ma le ricerche sono risultate negative.”

Non male anche l’assenteista Renzi che ovviamente non vuole essere da meno (La Nazione)

“Firenze, 10 agosto 2013 – La polizia municipale ha denunciato un romeno 28eene che si lavava, completamente nudo in una fontana di piazza della Libertà.

L’uomo è stato sorpreso a ‘fare il bagno’ nella fontanella pubblica di piazza della Libertà ieri intorno all’ora di cena con turisti e fiorentini che passavano a pochi metri. Inevitabile la denuncia per atti contrari alla pubblica decenza.

Da tempo la zona di piazza della Libertà è sotto monitoraggio dei vigili urbani: molti cittadini lamentano la presenza di rom sotto i portici o che usano la fontanella o la vasca come ‘bagno’.

Per questo ieri sera una pattuglia si è appostata sotto i portici della piazza. Alle 20 circa gli agenti hanno notato un gruppo di nomadi che si avvicinava al prato al centro della piazza. Tra questi un uomo, ha cominciato a spogliarsi e a lavarsi nella fontanella. A quel punto gli agenti sono intervenuti e dopo aver fatto rivestire l’uomo lo hanno denunciato.”

E sempre come riporta La Nazione Firenze è praticamente un’enclave de La Mecca

“Firenze, 8 agosto 2013 – Festa per la fine del Ramadan: piu’ di cinquemila musulmani fiorentini hanno festeggiato stamani la fine del Ramadan, il mese di digiuno osservato dai praticanti della comunita’ islamiche in tutto il mondo. Fedeli di tante provenienze si sono radunati intorno alle 9, in una mattinata particolarmente calda, presso l’impianto sportivo Graziano Grazzini di Firenze per la preghiera: senegalesi, marocchini, tunisini, ma anche albanesi, kosovari, egiziani, rannicchiati e rivolti verso la Mecca”

Segnalo inoltre il fatto che mentre il comune di Sesto Fiorentino, come altri toscani, per i cassintegrati senza salario da mesi luce, acqua, gas, tars, imu e quant’altro, un serie di “allegre famigliole” scroccano tutto ciò nelle case di viale Primo Maggio in cui la situazione è a dir poco allarmante. Ovviamente nessun ente se ne sta occupando, ma in pieno stile PDDL, tacciono ampiamente. In cambio Sesto accoglie ancora  altri “altolocati” personaggi  che Firenze caccia via da Poggio Secco.

Come riporta www.055firenze.it  “polizia municipale e la questura hanno sgomberato Poggio Secco, la struttura della Croce Rossa in via Incontri a Careggi occupata ormai da anni da oltre 200 persone, in gran parte immigrati romeni, sgomberati per mettere fine a una situazione di degrado e di pericolo igienico sanitario. Era ritenuta l’occupazione più pericolosa tra quelle in corso a Firenze. Peraltro più volte la Croce Rossa aveva chiesto la liberazione dell’immobile per lo stato di pericolosità della struttura. Sono 236 le persone registrate. La maggior parte delle famiglie è stata portata all’ex scuola Pertini di Sorgane, 40 saranno ospitate all’ostello Santa Caterina, 20 all’albergo popolare. Le persone rimanenti andranno in varie strutture di accoglienza.” Ovviamente a spese del contribuente.

Il bello è che poi di queste situazioni ne approfittano in tanti come riporta La Nazione il 7/8/2013

“Firenze, 7 agosto 2013 – La notte scorsa una trentina di persone ha occupato i locali di un ex bar all’interno dell’area del Polo scientifico universitario di Sesto Fiorentino. Gli occupanti, romeni, tra cui due minori, hanno lasciato l’edificio questa mattina all’arrivo dei carabinieri.

Secondo quanto emerso, si tratterebbe del gruppo di persone accorse ieri allo sgombero dell‘ex ospedale di Poggio Secco nella speranza di ottenere una sistemazione, a loro negata poiché non “residenti storici” nella struttura, oppure arrivati da poco tempo nello stabile ieri sgomberato.

La scorsa notte si sono introdotti nei locali che ospitavano l’ex bar dell’Università, ora inutilizzati, forzando una porta. Ne sono usciti spontaneamente questa mattina all’arrivo delle forze dell’ordine.

Gli occupanti, identificati, rischiano una denuncia per il reato di invasione di terreni ed edifici. Sul posto anche gli uomini della digos per accertamenti.

Dal legale rappresentante dell’associazione Nazione Rom arriva la seguente nota: “Le famiglie sgombrate erano tutte residenti all’interno della struttura di Poggio Secco”.”

 

Volete alcune cifre per ospitarli? Eccole come riporta il Corriere Fiorentino in data 5/3/2013:

“FIRENZE – In Toscana ci sono ancora 758 profughi dei 1.500 arrivati nel marzo 2011 in seguito alle rivolte della primavera araba. Giovedì scorso, con la scadenza della proroga del programma nazionale «Emergenza Nord Africa», i migranti ancora assistiti sono stati messi alla porta con 500 euro di buonuscita, in gran parte senza sapere cosa fare e con una preparazione insufficiente all’integrazione. Molti rischiano di rimanere per strada, eppure lo Stato ha speso per ciascuno di loro 25 mila euro, complessivamente circa un miliardo per 40 mila profughi.

L’hotel occupato

Qualcosa non ha funzionato nel sistema di accoglienza, soprattutto se si considera che alcuni migranti non hanno imparato neppure l’italiano. I 758 profughi della Toscana provengono soprattutto dall’Africa subsahariana. Circa l’80% sono maschi, la maggior parte sono arrivati da soli (le famiglie sono una cinquantina), tre quarti di loro hanno tra i 18 e i 30 anni. A Firenze ce ne sono 145, seguono Grosseto (113), Pisa (110), Lucca (99), Arezzo (80), Massa Carrara (71), Pistoia (63), Siena (56), Livorno (21). Nessuno a Prato. Buona parte dei migranti ha lo status di rifugiato politico, gli altri lo riceveranno a breve. Quasi 200 sono considerati vulnerabili (donne, minori, anziani, malati, disabili) e potranno restare nei centri di accoglienza ancora per qualche mese. Tra gli altri, un centinaio sono riusciti a trovare un alloggio autonomo e un lavoro, grazie anche ai tirocini formativi messi a disposizione dalla Regione.

Ma la maggior parte dei migranti non sa dove andare. Qualcuno sta decidendo di mettersi in viaggio verso altre nazioni europee, dove magari ha parenti o amici, altri si stanno trasferendo, dove c’è la possibilità, in alberghi popolari e strutture d’emergenza. Tantissime sono le situazioni critiche. Come quella dei 25 ghanesi di Firenze che, ritrovandosi per strada, domenica hanno occupato un albergo abbandonato in via Baracca col supporto del Movimento di lotta per la casa. «È l’epilogo che ci stavamo aspettando — ha commentato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Firenze Stefania Saccardi — Perché quando, quasi due anni fa, si è iniziato un progetto come quello dell’accoglienza Nord Africa senza porsi il problema di cosa sarebbe accaduto una volta giunto al termine, era probabile che desse il via a fenomeni come quello delle occupazioni».

Anche a Lucca si registrano problemi: gli otto nigeriani ospiti della casa Ceis di San Concordio chiedevano 1.500 euro a testa per andarsene. Dopo momenti di tensione, con la direttrice del centro costretta a rifugiarsi nella sua auto, i carabinieri hanno arrestato tre nigeriani. A Massarosa, una protesta simile è stata inscenata da diciotto libici, ma non c’è stato nessun arresto. Per venire in soccorso dei profughi, la Regione, tramite l’assessore alle politiche sociali Salvatore Allocca, ha fatto sapere che stanzierà «fondi ancora da definire» per favorire la loro autonomia. Inoltre, è allo studio insieme all’Uncem «il trasferimento di alcuni profughi nei Comuni montani a rischio spopolamento». L’Arci ha inviato una lettera alle Prefetture per sottolineare che «nei centri sono ancora presenti persone non in grado di costruirsi una vita autonoma, anche per le carenze delle autorità rispetto alla dotazione di strumenti in grado di garantire l’accompagnamento all’integrazione».

 

 

 




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