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Torino: avanza l’occupazione islamica, pronta nuova moschea

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Tre anni di opposizioni da parte dei cittadini non sono servite a niente, si dovrà pensare a qualcosa di più incisivo, visto che le autorità marciano a tappe forzate verso la svendita del nostro territorio. Sabato mattina infatti, in via Genova 268 B, al confine con Moncalieri, verrà inaugurata la nuova moschea, nonché centro di reclutamento islamico per i vari terroristi, come abbiamo visto nel caso di Genova.

Sabato alle 10, ci sarà l’inaugurazione di quella che, essendo «affiliata» e riconosciuta dalla Moschea di Roma, è,  a tutti gli effetti, un ‘pezzo di Arabia Saudita’ a Torino, direttamente dipendente dall’Ucoii che è, a sua volta, una escrescenza del waabismo intollerante saudita.  Il presidente Abdelghani El Rhalmi e il portavoce Mohamed El Yandouzi, ben consapevoli di chi siano i loro protettori, hanno invitato il sindaco, il prefetto, il questore, l’arcivescovo e il cardinale, l’assessore all’Integrazione Ilda Curti, le autorità militari. Tutta la banda di chi sta svendendo la nostra terra.

Saranno presenti l’ambasciatore e il console del Marocco. A dimostrazione del fatto che si tratta, a tutti gli effetti, di una occupazione straniera.

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L’edificio ricopre una superficie di 1100 metri quadrati, con una zona dove vengono segregate le donne, perché impure. «Abbiamo avuto molti ritardi – raccontano El Yandouzi ed El Rhalmi – e anche molte promesse di aiuto dal Marocco che speriamo possano concretizzarsi. Perché la moschea sia della comunità dobbiamo ancora versare 500 mila euro. Speriamo che il nostro Paese sia sensibile».

Il centro sarà dedicato al re Mohamed VI del Marocco – altro segno di occupazione straniera – ieri si presentava ancora parzialmente in versione «cantiere», ma un cantiere dove mancavano soltanto gli ultimi ritocchi. 

A realizzarla l’architetto Demetrio Fori, che si dice felice di avere realizzato uno scempio culturale e uno sfregio al suo paese. « Ad ogni interpellanza della Lega dovevo correre», ricorda l’architetto. «Ho 35 anni di professione e una quantità di lavori nel pubblico. Non vado mai alle inaugurazioni, ma questa volta l’invito dei miei committenti lo accetterò. Alla fine, per fortuna, se uno ha diritto ha diritto». Il diritto degli stranieri di occupare il tuo paese? Ancora Fori: « L’Asl-Spresal ci ha visitati più volte. Ogni 5 giorni riceveva fotografie del cantiere fatte da una finestra di un palazzo vicino. Ammetto di essere stato amareggiato qualche volta, ma alla fine mi sono anche divertito». Lui si è divertito, i cittadini che non volevano la moschea non hanno alcun diritto, e mentre lui tornerà alla sua casa in collina, loro, dovranno ‘convivere’ con il degrado di una moschea. Con i pericoli di una moschea.