Tommasi e lo stupro di gruppo dei giornalisti

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Finalmente. Due persone, il produttore – Federico De Vincenzo – e l’organizzatore del film hard ‘Confessioni private’, sono stati arrestati dai carabinieri di Salerno su mandato del gip perche’ responsabili di abusi sessuali verso la showgirl, Sara Tommasi, con l’aggravante di averle fatto assumere cocaina. Le indagini dei militari dell’Arma, svolte anche con intercettazioni e su denuncia della stessa Tommasi, hanno evidenziato che i due, uno domiciliato a Roma e l’altro a Milano, approfittando di una fragilita’ psicologica della ragazza, la convinsero nel settembre 2012 a realizzare in un albergo del salernitano, a Buccino, un film pornografico, somministrandole anche la droga per realizzare le scene. Sequestrata la pellicola.
Nell’indagine, anche le testimonianze dirette di persone sullo stato di salute della showgirl. L’incontro tra la showgirl e i due arrestati era stato concordato per la realizzazione di un calendario fotografico.

Federico de Vincenzo, il produttore-pappone
Federico de Vincenzo, il produttore-pappone

Poi, approfittando dell’evidente stato di alterazione psicologica della Tommasi, la decisione di girare una pellicola hard, costringendola a subire e fare atti sessuali con attori in un noto albergo di Buccino. Nell’inchiesta, in cui si procede per violenza sessuale di gruppo aggravata, figurano altri due indagati. Sara Tommasi, tre giorni dopo le riprese ottenute anche somministrandole cocaina, si e’ recata in caserma dai carabinieri denunciando di essere stata drogata e costretta a girare un film hard.

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Dello stupro della Tommasi, una ragazza in evidente stato confusionale da molto tempo – stato che dura ancora oggi – sono complici tutti i media che, per vendere qualche copia in più, hanno raschiato il barile del cattivo gusto parlando di lei, dei suoi films e delle sue sciocchezze quotidiane. Pubblicando foto e video semi-pornografici. Era ovvio che fosse ed è malata, ma i giornalisti hanno preferito fare finta di nulla. Quindi, lo stupro c’è stato. Ma trattasi di stupro di gruppo, coi giornalisti in prima fila.