CRISI PORTUALITA’ LIVORNESE: GIUSTE LE OSSERVAZIONI DEL VESCOVO DI LIVORNO

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In merito alla crisi della portualita’ livornese con particolare riferimento al settore delle riparazioni navali, di rilievo sono le critiche mosse dal vescovo di Livorno Mons Giusti, che sulla stampa cittadina, oggi denunzia come il porto di Livorno, ed in particolare il Mediceo, sia di fatto ” zona di esclusivo profitto ” per determintati gruppi economici cantieristici ma soprattutto immobiliari, che hanno alla fine ” sigillato ” il porto Mediceo, per realizzare il fallilemtare progetto ” Porta a Mare ” propagandato come rilancio della cantieristica labronica e che invece si e’ rivelato una mega operazione immobiliare che come prodotto finale ha portato alla costruzione in pieno porto Mediceo di villette a schiera , le famose foresterie, che dovevano essere vendute solo come abitazioni d’ appoggio per i proprietari degli yacht e che invece sarebbero state vendute a privati che sul porto non hanno alcun rapporto. Su questa vicenda nel passato si erano avute le interrogazione del consigliere comunale di Confronto per Livorno Gianfranco Lamberti e recentemente i vigili urbani nella zona hanno fatto un’ ispezione amministrativa. L’ operazione ” Porta a Mare ” come sostiene il vescovo di Livorno, ha tolto spazi vitali alle imprese della cantieristica minore labronica, il settore delle riparazioni navali, con un indotto di oltre 400 addetti che hanno visto perdere la propria occupazione. E vi e’ la questione del Grande Bacino di Carenaggio, ora quasi in rovina , che ha scatenato una dura battaglia legale tra le imprese delle riparazioni navali che chiedono il risarcimento danni, nei confronti di chi doveva tenere il Grande Bacino in condizioni di efficienza ed agibilita’. Il vescovo Giusti denunzia come Livorno decidendo di sopprimere il settore delle riparazioni navali , abbia perso l’ importante commessa rappresentata dalla demolizione del Costa Concordia che per ovvi motivi politici ( c’ è da riconvertire gli addetti della Lucchini di Piombino in crisi…) e’ stata appunto decisa nel nuovo porto di Piombino per il quale la regione ha stanziato quasi 200 milioni di euro. Durissime accuse quindi di Monsignor Giusti, ad una classe politica sempre piu’ lontana e distante dalle esigenze dei livornesi e della citta’, una classe politica volta solo alla propria sopravvivenza, che non riesce nemmeno a preservare i monumenti cittadini, dall’ incuria vedi le Fortezze, o il Cisternone dall’ assalto della criminalita’ organizzata.
OSSERVATORE LABRONICO

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In collaborazione con: Il Monitore Toscano