Democrazia all’albanese: agguati, bombe e morti

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Tirana – Elezioni in Albania. E c’è già il primo morto. Un osservatore elettorale del partito socialista, è stato ucciso a Lac. Esploso un ordigno posto sotto l’auto di un esponente dell’opposizione nel porto di Valona.

Una persona è rimasta uccisa in uno scontro a fuoco nella città di Lac, in Albania, dove si svolgono oggi le elezioni per il rinnovo del parlamento. L’uomo, un osservatore elettorale del partito socialista, è stato ucciso nei pressi di un seggio elettorale. E’ stato fermato mentre si recava a votare dai sostenitori di un altro partito che lo hanno bloccato. Altre tre persone sono rimaste ferite.

La giornata elettorale è stata segnata da altre violenze: nel porto di Valona, hanno reso noto i media locali, è esploso un ordigno collocato sotto l’auto di un esponente dell’opposizione.

Il voto in Albania è considerato – da alcuni folli – un test cruciale per il percorso di avvicinamento del paese all’Unione Europea. Il premier Sali Berisha, esponente del Partito Democratico, a capo di una coalizione di partiti di centrodestra, spera di essere nuovamente confermato dalle urne, ma deve fare i conti con il leader dell’opposizione socialista Edi Rama, ex sindaco di Tirana.

Circa 600 osservatori internazionali seguono lo svolgimento del voto. I seggi hanno aperto alle 7 e chiuderanno alle 19. I risultati sono attesi per domani.




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