Quella ridicola ‘guerra civile’ tra italiani su chi è più razzista

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“Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. A scriverlo sulla propria pagina Facebook e finire alla gogna non è un esponente leghista (come spesso accaduto nelle ultime settimane, riguardo al ministro Kyenge e non solo) ma una giovane consigliera del Partito democratico di Prato, Caterina Marini, renziana della prima ora e attiva in una città-laboratorio in fatto di immigrazione, in Toscana e in Italia. A finire nel mirino della scatenata Marini non sono i cinesi, attivissimi, ma un “maghrebino”, così l’ha identificato la stessa Marini, che avrebbe svaligiato la casa della sorella della consigliera. “La telefonata di mia sorella mi ha lasciato senza parole – recita il post della democratica -: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro…. Che città di merda è questa… Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. I commenti alla sua condanna sono tutti accorati e comprensivi, ma questo non la trattiene da alzare ancora i toni: “Era un maghrebino – puntualizza -. Agile come un gatto. E datemi di razzista non me ne frega un cazzo. La gente ha solo discorsi”. Si attendono le reazioni sdegnate dai compagni di partito. Nessuno, nel Pd, ha mai fatto sconti nei confronti delle sparate di qualche padano. Ma qui siamo nella civile Toscana, non nel profondo Nord. Roccaforte di sinistra, benpensante e tollerante. Sarà stato solo uno sfogo giovanile, bisognerà capirla.

Tutto in nome dell’appartenenza politica e del vantaggio elettorale. Nulla per la propria terra.
Ma come, c’è una del Pd che la dice giusta, e voi, per mere motivazioni politiche, le date contro?

Gioite invece, perché significa che anche nel Pd c’è vita intelligente. Poca, ma c’è.

E’ del resto naturale che l’antirazzismo si sciolga come neve al sole, una volta a contatto con il ‘calore’ della società multietnica. E’ facile, essere xenofili quando si vive in collina, è facile fare i sacerdoti dell’accoglienza con il sedere degli altri. Ma quando entri in contatto con la realtà, quando è la società multietnica a bussarti alla porta, e ha li volto dei ‘fratellini della congolese’, allora cambi idea, se sei mediamente intelligente.

E’ quello che è accaduto a Caterina Marini, renziana del Pd. Ex antirazzista, ora è una di noi.

Dare addosso a qualcuno che dice le cose che si pensa, solo perché a dirle è “una dell’altra parte”, è tipico della ‘politica da stadio’. Certo, è ovvio, è un modo per mettere in evidenza l’ipocrisia del Pd, ma allora si dica che quello che ha scritto è giusto e non si definisca ‘frase choc’, il risveglio di una ragazza dal sonno xenofilo.

E poi finitela con l’utilizzo del condizionale: ‘avrebbe stuprato’ nel caso Velandro-Kyenge, e ‘avrebbe rubato’, ora. Usate i tempi giusti. Svegliatevi anche voi dal sonno xenofilo. O aspettate che un immigrato vi stupri la figlia, la moglie o la fidanzata? Che un altro vi svaligi casa?

Ora a Caterina Marini faranno la ‘festa’. Orde di antirazzisti sconnessi dalla realtà si accaniranno sul suo cadavere politico. Di quella muta scodinzolante noi non facciamo parte. Perché la nostra non è, una battaglia politica, è una guerra culturale.

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Fonte: Identità.com




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